

La ragazza del bagno pubblico
Un film di Jerzy Skolimowski. Con Jane Asher, Diana Dors, Karl Michael Vogler, John Moulder Brown Titolo originale Deep End. Drammatico, durata 88 min. - USA, Germania 1970.
VERSIONE ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO
Quindicenne londinese, inserviente in un bagno pubblico, prende una cotta per una collega di qualche anno più grande e di disinvolta sessualità. Risvolto tragico finale. Uno dei migliori film realizzati dal polacco J. Skolimowski, esule volontario nell'Occidente capitalista. L'ambientazione sociologicamente attendibile nella desolata Londra popolare di periferia, cui si contrappone l'incontaminata purezza di un primo amore adolescenziale, si coniuga con la delicata attenzione del regista trentenne al difficile passaggio verso l'età adulta. Tenero e straziante finale. Musica di Cat Stevens.
(My Movies)
Sospeso tra sogno e realtà, tra crudeltà e poesia, tragedia e divertimento, La ragazza del bagno pubblico (Deep end) di Jerzy Skolimowski racconta l’ossessione del quindicenne Mike (John Moulder-Brown), da poco assunto presso una piscina- toletta pubblica, per la bella e disinibita collega Susan (Jane Asher), di qualche anno più grande di lui.
Michael è un ragazzino impacciato che non sa come reagire di fronte alle avances di una matura signora come a quelle di una sua coetanea. Durante le giornate di lavoro, il primo per il giovane, molti saranno gli imprevisti legati soprattutto a questa sua ossessione che diventa ogni giorno più forte. Scoprirà cose sul suo conto che lo faranno impazzire di gelosia, eppure da masochista continuerà a seguirla ovunque: sotto casa sua; in un cinema porno sarà fermato dalla polizia con l’accusa di molestie sessuali; ruberà una immagine cartonata di Susan da un locale di spogliarelli.
Girato a Londra con uno stile tra l’underground e il neorealismo da un Skolimoswi appena trentenne, La ragazza del bagno pubblico ci permette una immedesimazione con il personaggio di Mike tramite tutta una serie di espedienti, non ultimo l’ironia di chi è ha vissuto in prima persona (e chi non l’ha vissuta?) un’esperienza simile. È soprattutto con i sogni ad occhi aperti di Mike che questa immedesimazione raggiunge il suo apice: quel bagno finale con lei in piscina, prima soltanto immaginato, ci riporta bruscamente alla realtà regalandoci un senso di vuoto che annienta tutto il resto vissuto prima.
(Cinema e Dintorni)
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