



« Se continua così, vedrai che fanno l'antimafia pure pe' Milano! [...] La chiamano mafia, ma oggi sono...sono bande. Bande in lotta e concorrenza fra di loro. La vera mafia non esiste più »
(Don Vincenzo - dai dialoghi del film)
Uno splendido film, con una grande colonna sonora...
Da sempre uno dei miei preferiti !!!
Magar
Milano calibro 9
Un film di Fernando Di Leo. Con Mario Adorf, Philippe Leroy, Barbara Bouchet, Frank Wolff.Lionel Stander, Gastone Moschin, Ivo Garrani, Fernando Cerulli, Luigi Pistilli, Gastone Pescucci, Ettore Geri, Sergio Serafini, Mario Novelli, Ernesto Colli, Empedocle Buzzanca, Rossella Bergamonti, Giorgio Trestini, Mauro Vestri, Omero Capanna, Fortunato Cecilia
Poliziesco, durata 101 min. - Italia 1972
Regolamento di conti all'interno di una banda di criminali italoamericani che agisce a Milano, imperniato su Ugo Piazza (Moschin) che, fatti tre anni di carcere, è sospettato dai suoi compari di avere intascato 300 000 dollari. Dal romanzo postumo Stazione Centrale ammazzare subito di Giorgio Scerbanenco (1911-69), sceneggiato da Di Leo, è un film d'azione violenta con risvolti di critica e denuncia sociale e almeno una battuta fatidica (“Se si va avanti così, vedrai che dovranno creare l'antimafia anche a Milano”). Bella compagnia di attori tra cui spiccano Moschin e Wolff
(MyMovies)
Il Film....
Pasquale Tallarico (Mario Novelli) sorveglia insieme al compare Rocco Musco (Mario Adorf) uno scambio di valuta clandestina in dollari dinanzi piazza del Duomo. Nello scambio qualcosa va storto e i soldi non ritornano. Per vendetta vengono prima barbaramente ma inutilmente "interrogati" alcuni corrieri dello scambio per mano di Pasquale e Rocco, due killer estremamente violenti, che poi li uccidono facendoli saltare in aria in una grotta.
Tre anni dopo, Ugo Piazza (Gastone Moschin), uno dei corrieri all'epoca sfuggito alla vendetta perché nel frattempo arrestato per rapina, viene rilasciato dal carcere di San Vittore, per buona condotta ed amnistia. Sul suo collo c'è già il fiato dell'esperto commissario di polizia (Frank Wolff), poco propenso, nonostante le sirene dei sociologismi di maniera impersonati dal suo nuovo vicecommissario, a modificare la sua tradizionale visione spiccia (con relativi metodi) della lotta contro il crimine o a manifestare fiducia verso i nuovi sistemi "buonisti" delle carceri.
Appena uscito dal carcere, Ugo viene avvicinato da tre loschi individui: si tratta di Pasquale, Rocco e Nicola (Giuseppe Castellano), che pensano che egli abbia rubato i soldi del loro capo, l'Americano (Lionel Stander). I delinquenti lo pestano e gli consigliano di andare a parlare con il loro boss, se non vuole che gli sia fatto più del male.
Ugo si reca alla stazione di polizia, dove sostiene di avere smarrito la carta d'identità. La polizia pensa subito ad un pestaggio, dopo aver visto il volto tumefatto dell'uomo, ma Piazza lo nega, anzi difende i suoi maltrattatori. Trova alloggio in un piccolo alberghetto nella periferia milanese.
Ben presto, gli stessi tre uomini che la mattina lo hanno sorpreso uscendo di galera vengono a fargli visita, mentre Piazza sta facendo sesso con una prostituta. Gli uomini allontanano la donna e distruggono la stanza, in cerca dei soldi.
Piazza è senza un soldo e - per evitare una denuncia - decide di farsi prestare i soldi da due suoi amici: Don Vincenzo (Ivo Garrani) e suo nipote Chino (Philippe Leroy). Chino gli presta volentieri i soldi. Ma nell'appartamento fanno nuovamente irruzione i mafiosi, che, giunti a questo punto, decidono di iniziare a pestare i tre uomini. Chino però si oppone, e - trovando anche l'appoggio di Ugo - allontana i criminali.
Seguono dunque alcune enigmatiche immagini, in cui un uomo vestito di rosso pedina Ugo.
La lap dance di Barbara BouchetA questo punto, Piazza si dirige allo strip club dove lavora la sua ragazza, Nelly (Barbara Bouchet). Al club, Piazza incontra Rocco, Pasquale ed il figlio del barista, Luca.
Decide di recarsi di nuovo al cospetto dell'Americano, dal quale intende farsi affidare un lavoro. Così, la mattina successiva, dopo essersi riappacificato con Nelly e averle confessato di non avere il denaro, Piazza si reca all'ufficio del boss.
L'Americano gli propone una confessione spontanea, ma Piazza continua a dire che i soldi non li ha mai rubati lui. L'uomo capisce che ci deve essere un fondo di verità e lo accetta nella sua gang. La polizia si mette allora a spiarlo segretamente, mentre il misterioso uomo vestito di rosso continua a pedinarlo.
Piazza si incontra un giorno con l'Americano, dicendogli che i responsabili del furto potrebbero essere anche Rocco e Pasquale, che quel giorno lavoravano con lui ed erano gli unici altri diretti interessati. L'Americano tiene in considerazione questa teoria. Il boss inizia a dubitare allora di tutti i suoi uomini e piazza alcune bombe nelle consegne del giorno. Fioccano i morti e la polizia continua a seguire Piazza e i suoi movimenti.
Nel frattempo, Piazza architetta una vendetta insieme a Chino e suo nonno, ai danni del boss.
Qualche sera dopo, l'Americano manda il trio insieme a Nicola a uccidere due nuovi bersagli di una banda rivale. Piazza si ritirerà all'ultimo minuto, scoprendo che i bersagli sono Chino e Don Vincenzo, suoi amici fraterni.
Il gruppo non risparmia però di uccidere Vincenzo. Anche Chino ha ora qualcosa contro il boss del milanese. L'auto scappa nella notte. Piazza viene pestato dagli uomini del boss, che non hanno tollerato la sua reazione durante la missione.
Ugo Piazza durante la strage alla villa dell'AmericanoLa resa dei conti arriva durante un'importante festa alla villa dell'Americano. Mentre questi sta fumando un sigaro, arriva Chino per effettuare una strage. Egli uccide l'Americano e poi passa ai suoi uomini, coadiuvato da Piazza, che furbamente finge di essere dalla parte del boss per poi uccidere egli stesso i suoi scagnozzi.
Chino viene ferito e muore dinanzi agli occhi di Piazza. Scatta la fase finale del piano: Piazza si dirige alla casa in campagna dove aveva nascosto la refurtiva tre anni prima ed esce dal circuito viario di Milano. Recuperati i trecentomila dollari, Piazza torna a Milano, ma viene bloccato dalla polizia
L'ufficiale che lo blocca sa che egli non può essere responsabile degli omicidi perché era fuori città, ma lo invita comunque a seguirlo alla stazione per accertamenti. Nessuno dei poliziotti che, in tutto il film, non brillano per particolare intelligenza, perquisisce l'auto o almeno la borsa chiusa piena di dollari, talmente evidente che -in uno dei rarissimi momenti di umorismo - prima di scendere dall'auto per essere interrogato in Questura Piazza finge di dimenticarla in auto ed è il poliziotto a consigliargli di portarsela dietro per evitare che la rubino... In Questura il commissario rivale, contento del trasferimento del suo collega "buono" Mercuri (Luigi Pistilli) proletario e liberale, interroga alcune donne presenti nella villa al momento della festa, chiedendo loro se Piazza era presente o no: queste rispondono di no, obbedendo all'ordine di Rocco.
Infatti accanto a lui siede Rocco, che intuisce che all'interno della borsa che Piazza porta con sé c'è la refurtiva tanto ricercata. Piazza viene lasciato andare dal commissario ottuso e Rocco viene invece interrogato: prima di questo, Rocco gli chiede di diventare soci, vista l'estrema astuzia di Ugo che ha dimostrato la stoffa di un capo.
Ma Piazza non ne vuole sapere e si limita a dire che rifletterà sulla proposta. Chiama da una cabina telefonica Nelly e le dice di preparare una valigia.
Luca uccide Ugo PiazzaNelly architetta nel frattempo un piano con Luca (Salvatore Aricò), il figlio del barista, che altri non è che l'uomo vestito di rosso. Non appena Piazza giunge nell'appartamento mostra i soldi ad un'incredula Nelly.
Rocco viene rilasciato dalla caserma e segue Piazza a casa di Nelly. Nelly ordina a Luca di sparare a Piazza: il ragazzo obbedisce, ma prima che possa premere il grilletto, Ugo dà un pugno in viso a Nelly, rompendole il setto nasale e dunque uccidendola (?). Luca spara a Piazza, ma proprio in quel momento entra Rocco, infuriato per la morte di Ugo, che, come a ristabilire le cose secondo il suo peculiare senso di giustizia, uccide Luca ripetendo: «Tu uno come Ugo Piazza non lo devi toccare! Di fronte a uno come Ugo Piazza il cappello ti devi levare!» e viene raggiunto dai poliziotti, che, a loro volta lo inseguivano.
Rocco viene arrestato, mentre Piazza, Nelly e Luca rimangono uccisi. L'ultima immagine del film è una sigaretta accesa che si consuma lentamente sopra un tavolo.
(WIKIPEDIA)
FILM :
http://www.megaupload.com/?d=QHQ5OBNW
COLONNA SONORA :
http://www.megaupload.com/?d=JWWHZHQ7