

Magar said :
Proprio lui !
E non storcete il naso, Don Backy resta un grande della musica Italiana, uno di quelli veri. Uno a cui la sorte, ma sopratutto certi "amici" hanno magari voltato le spalle, ma sempre un grande. Basta ascoltare le sue Canzoni per rendersene conto.
Eccovi quindi un doppio CD che raccoglie le sue Canzoni, più l'ultima sua fatica, un Album di cover davvero notevole.
E poi, andate a vedere la sua filmografia. Vi renderete conto che, a partire dal bellissimo "Banditi a Milano" di Carlo Lizzani, Don Backy ha messo la faccia in molti film davvero notevoli.
"La Mia Storia"
CD1
amico
ho rimasto
io che giro il mondo
una ragazza facile
la carita'
dimmi cosa
non piangere stasera
ma con chi
quando un uomo non sa amare
cara
succedera'
fuggiasco
in una stanza senza sole
ritorna da me
la tua voce
la storia di francie ballan
mister tamburino
serenata
CD2
canzone
l'immensita'
casa bianca
in cerca di te perduto amor
l'amore
poesia
l'egoista
io piu' te
amore non amore
l'odore del pane
immaginare
il naso
zoo
faccia da marciapiede
buonanotte
"IL MESTIERE DELLE CANZONI"
Arrangiamenti e orchestrazioni: Enzo Polito
SULLA STRADA
CHE STRANO
PIAZZA SAN PIETRO
CANDIDA
CULTURA DA STRADA
AUTORITRATTO –
VENT'ANNI
IL MIO MESTIERE
LE CANZONI
ALBERGHI
SPIRITUAL
L'ARTISTA.
....plus...
Hanno collaborato alla realizzazione
Enzo Polito: Pianoforte, testiere e fisarmonica.
Claudio Trippa: chitarre soliste e ritmiche – elettriche e acustiche (amplificatori Tabacco amp.)
Riziero “Bixio” Amorosi: Batteria (piatti Ufip).
Matteo Esposito: Basso
Massimo Tomo: chitarra ritmica in “Le canzoni”.
Giancarlo Capo: chitarre, basso, in “Che strano”.
Diego Calcagno: pianoforte, violini e tastiere in “Che strano”
Raul “Cuervo” Sceba: Percussioni
Sezione Fiati
Mirko Rinaldi: Tromba.
Massimo Pirone: Trombone.
Donato Sensini: Sax alto.
Francesco Polito: Sax tenore e clarinetto.
Sezione Violini
Antonio Marchetti: I violino.
Valentina Macioti.
Federico Vozzella.
Diretti da Francesco “Jimmy” Marchetti.
Sezione cori
Anna Tulimieri, Annarita Liparoti, Cinzia “Gabi” Campagni, Gaetano Romeo, Enzo Polito, Francesco Polito, Emiliano Caponi, Don Backy.
Ringraziamenti
Tullio De Piscopo: Batteria in “L’Artista” e “Sulla strada”.
Alberto Radius: Chitarre in “L’Artista”.
Isabel Tamiazzo (in arte Isabel): voce in ”Che strano”.
Giancarlo Capo: Chitarra ritmica in “Cultura da strada” e “Autoritratto”. Elaborazione arrangiamento di “Che strano” in collaborazione col m° Enzo Polito.
Pino Santamaria: Basso in “Sulla strada”.
Julius Farmer: Basso in “L’Artista”.
Ingegneri del suono: Pino Santamaria e Claudio Trippa dello studio “Novo Sonum” – Roma
Produttore: Emiliano Caponi per conto di Gennaro Ricca e Rino Ciotta della CSINFO spa, di Pisa.
Don Backy, pseudonimo di Aldo Caponi (Santa Croce sull'Arno, 21 agosto 1939), è un cantautore, attore e pittore italiano.
nizia a strimpellare la chitarra da ragazzino, dopo aver visto al cinema, nel 1956, il film Senza tregua il rock and roll, in cui Bill Haley canta, accompagnato dal gruppo dei Comets, Rock Around the Clock: comincia quindi a cantare il genere con il gruppo dei "Golden Boys" (lavorando di giorno come impiegato in una conceria di pellami), usando il nome d'arte di "Agaton" e, ben presto, a comporre canzoni, finché nel 1960 incide il suo primo 45 giri, registrato a Roma e autoprodotto, contenente le canzoni "Volo lontano" e "Solo con te" col nome di "Agaton e i Pirati". È tuttavia lui stesso ad acquistare le 100 copie prodotte del disco.
Qualche mese dopo si reca a Torino, dove incide (questa volta con il gruppo "Golden boys", che hanno mutato il nome in "Kiss"), il secondo 45 giri - ancora autoprodotto - con un brano di Alberto Senesi, "Bill Haley rock", e una versione di "Non arrossire" di Giorgio Gaber cantata a due voci - stile Everly Brothers - con Alberto, il vocal-chitarrista del gruppo.
L'anno successivo scrive La storia di Frankie Ballan, una ballata ispirata alla storia di Franco, un suo amico scappato di casa con la sua ragazza Wally: la musica, assolutamente inusuale in quel periodo, ricorda molto le atmosfere western. Il giovane Aldo crede fino in fondo a questa canzone: si reca a Torino per inciderla in un terzo 45 giri autoprodotto (questa volta il nome usato è "Kleiner Agaton"), riservando il lato B a Mi manchi tu, brano scritto a quattro mani con Alberto Senesi. Il disco viene inviato a discografici e produttori. Il maestro Detto Mariano, all'epoca collaboratore di Alessandro Celentano (fratello di Adriano), ascolta il disco e lo segnala ad Adriano, che sta cercando nuovi artisti da lanciare per la sua casa discografica, il Clan Celentano, fondata proprio in quel periodo (marzo 1962) dopo la chiusura del contratto con la Jolly, ma Celentano boccia sia la canzone che il cantante. Detto Mariano non si arrende: dopo alcuni giorni quindi ripropone il disco all'ascolto di Adriano, ottenendone un secondo rifiuto. Solo la curiosità spinge Milena Cantù (all'epoca fidanzata di Celentano) a riascoltare il disco, rimanendone entusiasta. Adriano Celentano si convince allora dell'originalità del brano e del cantante e lo fa contattare dal fratello con una lettera raccomandata. Il ragazzo si presenta emozionatissimo a Milano e viene scritturato.
Ricky Gianco, Guidone e altri componenti del Clan decidono di cambiare il nome d'arte di Agaton e optano per Don Backy. La neonata etichetta discografica lo invia al primo Cantagiro con La storia di Frankie Ballan. Sulla facciata B del disco viene incisa Il Fuggiasco, nuova versione di Mi manchi tu con il testo riscritto da Luciano Beretta.
Il Cantagiro si conclude con Don Backy al settimo posto della classifica e il disco è l'unico - insieme a quello di Celentano - a riscuotere un buon successo di vendite[senza fonte]. I Fuggiaschi diventa il nome del suo gruppo.
L'anno successivo Don Backy partecipa alla seconda edizione della manifestazione con il brano Amico, cover di un brano di Burt Bacharach, riscuotendo anche in questo caso un lusinghiero successo di vendite. Nello stesso anno, cantando La carità, facciata B di Amico, prende parte al film Il monaco di Monza con Totò, per la regia di Sergio Corbucci. In questo film Don Backy e Celentano compaiono nei panni di due frati.
Altro successo di quell'anno è l'irriverente Ho rimasto - che crea scandalo per l'errore grammaticale contenuto nel testo - seguito l'anno dopo da Io che giro il mondo (per il terzo anno di seguito al Cantagiro). Sempre nel 1964 recita nel film Super rapina a Milano, di cui ha scritto il soggetto insieme a Celentano: sul set di questo film conosce la giovane attrice Liliana Petralia, che diventerà sua moglie.
Don Backy scrive anche testi per altri autori del Clan: sulla musica di Stand by me racconta la storia di una ragazza non vedente, e la canzone Pregherò diventa un grande successo di Celentano; per Ricky Gianco scrive il testo di Tu vedrai, sulla musica di Don't play that song, che viene lanciata quale seguito di Pregherò.
Il 1964 è anche l'anno di Cara, che viene seguita nel 1965 dal brano L'amore, giudicata da lui come la canzone che gli apre definitivamente il suo mondo di "cantainventore". Il 1966 è la volta di Serenata, brano scherzoso, assolutamente nelle corde del Don Backy irriverente verso le mode. Dopodiché I Fuggiaschi si staccano da lui per dedicarsi ad una loro carriera autonoma, e Don Backy forma un altro gruppo, La Banda.
Nel 1967 è al Festival di Sanremo in coppia con Johnny Dorelli con una delle sue canzoni più celebri, L'immensità, ripresa subito da Mina, da Milva e più recentemente dai Negramaro, da Francesco Renga e - in Spagna e paesi latini - da Monica Naranjo. Segue il grande trionfo con Poesia, nell'estate dello stesso anno. Sempre in quell'anno escono due film, I sette fratelli Cervi di Gianni Puccini e Banditi a Milano di Carlo Lizzani, ed il libro Io che miro il tondo, pubblicato da Feltrinelli. Don Backy diventa così il primo cantautore ad aver pubblicato un romanzo.
Al 15º Festival della Canzone Napoletana 1967 si presenta con il brano di Salerno e Lombardi E facimmoce a croce, eseguito in abbinamento con Ettore Lombardi.
L'anno dopo, per problemi legati alle royalties effettive pagategli sui dischi venduti, abbandona il Clan Celentano. Le versioni di questa vicenda sono divergenti, ma nel 1974, Celentano addiverrà a una transazione, considerate le prove inconfutabili presentate da Don Backy
Il cantautore toscano nel 1968 avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo in coppia con Milva con il suo brano Canzone, ma Ornella Vanoni si è infatuata della sua canzone Casa bianca e la pretende per il festival. Don Backy non può però accontentarla, perché il regolamento di allora vietava a un compositore di presentare più di un brano. Il Clan trova l'escomotage di far presentare la documentazione riguardante Casa Bianca facendola firmare da un prestanome - tale Eligio La Valle - che accetta dietro compenso. La firma dell'autore del testo (Don Backy) viene falsificata da Detto Mariano. (Seguiranno a questo proposito 9 gradi di giudizio con la sorprendente decisione finale che vede il brano assegnato al La Valle, senza che a Don Backy siano mai state accolte le prove testimoniali, tantomeno essere mai stato convocato per essere interrogato).
Questa la goccia che fa traboccare il vaso, già abbondantemente colmo dalla vicenda delle royalties che Celentano per 7 anni non ha pagato a Don Backy per le canzoni che hanno portato al successo lo stesso Adriano Celentano. La situazione precipita e così Celentano gli impedisce di partecipare come cantante al Festival di Sanremo.
La sua Canzone sarà interpretata proprio da Adriano Celentano che, vendicandosi di quello che lui reputa il tradimento di un amico, la canta stonando volutamente, fingendo di dimenticarsi le parole, e con un tono distratto e svagato che non rende giustizia al brano; nonostante ciò la canzone arriva terza, grazie soprattutto a Milva, e Casa bianca si classifica seconda. Il giorno successivo, il quotidiano "La Notte" titola in prima pagina: «Don Backy vince senza cantare».
L'artista toscano prontamente fonda una sua casa discografica, chiamandola Amico dal titolo del suo primo successo, ma qualcuno vedrà in questo nome un riferimento ironico alla vicenda che lo vede contrapposto a Celentano. Il primo 45 giri esce con Canzone e, sul lato B, Casa bianca. Il Clan pubblica un altro 45 giri usando il provino che Don Backy aveva inciso in precedenza, e tutto ciò, unito ai dischi cantati da Milva e da Celentano, fa sì che nello stesso periodo ci siano ben 4 dischi con la stessa canzone: la versione di Don Backy risulta di gran lunga la più venduta e raggiunge il primo posto nella hit parade.
La vicenda prosegue in tribunale: Celentano denuncia Don Backy per aver rotto il contratto, e Don Backy a sua volta lo denuncia per 7 anni di contratto non pagati.
http://www.filesonic.com/file/2729748181/DON_BACKY.rar
1 commento:
Grande Don.. Direi: bisogna ascoltare le sue canzoni in piedi e meglio - in ginocchia.
Grazie!
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