giovedì 30 giugno 2011

LA VITA FACILE



Magar said :
Un insieme di attori notevole per un Film coraggioso e non semplice...

La vita facile
Un film di Lucio Pellegrini. Con Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Camilla Filippi, Angelo Orlando. Eliana Miglio, Souleymane Sow, Max Tardioli, Ivano Marescotti
Commedia, durata 102 min. - Italia 2011. - Medusa uscita venerdì 4 marzo 2011.


Una dark lady fuori catalogo per un film insolitamente coraggioso
Marianna Cappi

Luca è un medico italiano che lavora in Kenia, solo, fatta eccezione per un'infermiera e qualche aiutante, in un piccolo ospedale umanitario. Mario è uno stimato chirurgo di una clinica privata romana, che lo raggiunge con la scusa di volerlo rivedere dopo anni di distanza, ma in realtà mira ad allontanarsi opportunisticamente e brevemente dal luogo di lavoro. Quando, malgrado le diverse scelte di vita, Mario e Luca ritrovano le ragioni dell'amicizia che li aveva tanto legati in passato, si presenta in Africa anche Ginevra, la donna che entrambi hanno amato e che ha sposato Mario. Gli equilibri faticosamente raggiunti saltano e la vita si ripresta a svolte e imprevisti.
Lucio Pellegrini è un regista giovane, estraneo a smanie di megalomania, uno che non si è mai presentato sullo schermo senza una storia, che sa cos'è la commedia e come si dirigono gli attori. Uno che parla del nostro paese e del suo presente (suo a tutt'oggi l'unico film a parlare dei fatti di Genova del 2001), anche quando esso è irrimediabilmente invischiato nel passat(ism)o.
Dopo essersi sperimentato nel comico (i film con Luca e Paolo) e nell'omaggio alla commedia all'italiana (Figli delle stelle), con La vita facile tenta una strada ibrida, che contamina genere e sentimento, e si rivela piacevolmente più libera. Non tutto deve “tornare” a tutti i costi nella sceneggiatura di Bises, Paolucci, e Salerno; il film non si diverte solo a raccontare personaggi che rivelano man mano aspetti del proprio essere che contraddicono l'etichetta che gli abbiamo facilmente messo indosso, ma anche a disattendere le aspettative formali e strutturali: il piccolo Ippocrate non si farà del male, la sua famiglia non inseguirà Favino con le lance appuntite, l'infermiera Elsa (Camilla Filippi) non passerà dall'altra parte dei ferri. Perché questo è un altro film. Più libero, appunto, di giocare, da un certo inoltrato momento in poi, con gli ingredienti del genere –valigette, tradimenti mélo, il caveau di una banca e una femme fatale- ma anche più vivo e meno scritto di altri, più attento ai volti che ai tramonti.
Detto questo, non ci si aspettino da Pellegrini le “bolle”, le sospensioni, le divagazioni del cinema indipendente che della libertà di struttura fa il suo credo: la sua attenzione al ritmo è rigorosa, la sbavatura bandita, la scena si chiude sempre con un attimo di anticipo piuttosto che di ritardo. Di una cosa, però, gli siamo particolarmente grati questa volta, e cioè di averci regalato un personaggio femminile fuori catalogo, di cui nel cinema italiano si sentiva la mancanza. Il personaggio della stronza. L'inquadratura della Ginevra di Vittoria Puccini, viziata, capricciosa, tanto bella quanto instabile, che all'aeroporto piange di frustrazione anziché di dolore, dà al film una coraggiosa e gustosa punta di sapore in più.
(MyMovies)

http://www.fileserve.com/file/XYSumWG/La.Vita.Facile.2011.iTALiAN.DVDRip.XviD-C0P.avi

BLAC DOG : BACKWOODS BOOGIE



Magar said :
BLAC...senza la K finale. Un nome particolare, per questa Band Americana, che pubblica questo Album nel 1978.
Energico, gustoso e divertente Southern Blues Boogie, con una decisa virata verso l'Hard Rock. Una miscela esplosiva che si arricchisce di una strepitosa armonica. Direttamente dalle nebbiose paludi della Louisiana eccovi un Album super raro e sconosciuto, ma estremamente valido.


01. Backwoods Boogie (2:56)
02. Iggi Diggi Di (2:59)
03. Wag My Tail (2:53)
04. I'm A Lover (3:28)
05. The Betail (3:02)
06. Blackbird (2:19)
07. Penny Piney Moe (4:30)
08. Nobody Like You (3:46)
09. Funky Fever (2:43)

Randy Hale – Bass
Jimmy Domengeaux – Guitar
Bobby Kunelka – Vocals
Eddie Bodin – Drums
Greg (Heavy Dude) Broussard – Harp
Jay Wiengarderner - Guitar

File name: Blac Dog.rar
File size:65.38 MB

mercoledì 29 giugno 2011

CICKEN SHACK : 40 Blue Fingers, Freshly Packed And Ready To Serve





Magar said :
Un Album strepitoso del 1968, tra Blues e Hard Prog, che vi entusiasmerà...

01. The Letter (Freddie King/Josea) - 4:25
02. Lonesome Whistle Blues (Toombs/Teat/Moore) - 3:00
03. When The Train Comes Back (Christine Perfect) - 3:30
04. San-Ho-Zay (Freddie King/Sonny Thompson) - 3:02
05. King Of The World (John Lee Hooker) - 4:59
06. See See Baby (Freddie King/Sonny Thompson) - 2:22
07. First Time I Met The Blues (Eurreal Montgomery) - 6:23
08. Webbed Feet (Stan Webb) - 2:52
09. You Ain't No Good (Christine Perfect) - 3:34
10. What You Did Last Night (Stan Webb) - 4:39


- Stan Webb - guitar, vocals
- Christine Perfect - piano, organ, female vocals
- Andy Sylvester - bass
- Dave Bidwell - drums
+
- Alan Ellis - trumpet
- Dick Heckstall-Smith - tenor saxophone
- Johnny Almond - alto saxophone
- Mike Vernon - producer


http://www.fileserve.com/file/EDfFrYZ/CICKEN SHACK - 40 Blue Fingers, Freshly Packed And Ready To Serve (1968).rar

QUEEN : LIVE AT WEMBLEY


Magar said :
Lo splendido ed indimenticabile Concerto di Freddy & Company a Wembley nel 1986, apice del Tour di "A Kind of Magic"

l filmato si apre con un'introduzione che mostra alcuni esterni dello stadio, il palco mentre viene montato sul prato, e la gente che fa la fila all'esterno per entrare. Successivamente, le immagini passano all'inizio del concerto, con i riflettori delle luci che si alzano dal palco, e la band (Freddie Mercury per primo, con il suo famoso microfono in mano) e poi gli altri componenti del gruppo sulle note di One Vision. Senza interruzione, la band suona dopo un altro suo noto brano hard rock, Tie Your Mother Down, che carica a mille il pubblico, sfoggiando a fine canzone anche due fuochi pirotecnici ai lati del palco. A questo punto, dopo la potente introduzione, Freddie saluta il pubblico lì presente, e l'atmosfera inizia a farsi più calma e intrigante: la band esegue magistralmente il medley composto da In the Laps of the God, Seven Seas of Rhye (con Freddie che si siede e alza dal pianoforte) e Tear It Up. Poi arriva il momento psichedelico, con del fumo che annebbia il palco in un momento di silenzio, in cui si avverte solo il leggero rumore dei piatti di Roger Taylor, quando Freddie inizia a cantare A Kind of Magic. Durante il brano, per l'occasione abbastanza allungato, spuntano dal pubblico dei palloni gonfiabili raffiguranti ironicamente i membri della band che man mano volano via nel cielo. Subito dopo, Freddie si cimenta una delle sue classiche battaglie di cori con il pubblico, in cui emette i suoi famosi versi e acuti per vedere se le urla della gente lì presente sono capace di riprodurre. Si arriva poi a due brani classici del gruppo, in cui molto in evidenza risulta soprattutto il basso di John Deacon: Under Pressure e Another One Bites the Dust. Per il brano successivo, Who Wants to Live Forever, il chitarrista Brian May va a suonare la tastiera (a detta di molti, questo è il miglior brano performato dal gruppo quella sera). Dopo I Want to Break Free e un'improvvisazione vocale di Freddie, arriva il momento del lungo solo di Brian May da solista, seguito da lla potente Now I'm Here, che in certo senso segue il sound delle prime due canzoni performate nell'evento. Giunge a quel punto una parentesi acustica, con i soli Brian May (con chitarra acustica) e Freddie Mercury sullo stage che eseguono Love of My Life, di cui storico rimane il momento in cui Freddie si ferma e lascia cantare a squarciagola il pubblico per buona parte del brano, e Is It the World We Created. Arrivano poi anche gli altri due membri del gruppo, con Roger Taylot che ha in mano un solo tamburello, ed è il momento di tre cover: (You're So Square) Baby I Don't Care, Hello Mary Lou (Goodbye Heart) e Tutti Frutti. La band ritorna poi in posizioni e strumenti normali e, dopo la breve intro Gimme Some Lovin, Freddie si siede nuovamente al pianoforte e inizia a suonare le celebre note di Bohemian Rhapsody. Si ritorna poi a un pezzo hard rock, Hammer to Fall, in cui Mercury si scatena, gioccando dapprima con alcuni effetti pirotecnici, e poi mettendosi a fare alcune flessioni in mezzo al palco. Freddie stesso prende poi una chitarra in mano e si parte con Crazy Little Thing Called Love, con il cantante che a fine brano butta un mazzo di rose in mezzo al pubblico. Proprio il pubblico ha un ruolo fondamentale nel successivo brano eseguito, Radio Ga Ga (anticipato dalla breve Big Spender), in cui viene più volte eseguito il celebre batti-mani guidato da Freddie Mercury e, appunto, il pubblico. Si arriva dunque alla conclusione dell'evento, con il quartetto composto dai noti inni We Will Rock You, Friend Will Be Friends, We Are the Champions e God Save The Queen, in cui Freddie conclude salutando il pubblico vestito da regina porgendo loro una corona.
Menzione particolare per l'enorme palco montato, composto da una sovra-elevatura posta alle spalle della batteria, che poi sfocia in due corsie laterali che si affacciano al pubblico, che Freddie percorre spesso durante l'evento (e anche Brian May, durante il suo assolo).

1.One Vision - 5:50
2.Tie Your Mother Down - 4:07
3.In The Lap Of The Gods... revisited - 2:29
4.Seven Seas Of Rhye - 1:16
5.Tear It Up - 2:21
6.A Kind Of Magic + Improvvisazione vocale di Freddie Mercury - 8:34
7.Under Pressure - 3:50
8.Another One Bites The Dust - 5:55
9.Who Wants To Live Forever - 3:47
10.I Want to Break Free - 3:36
11.Impromptu - 2:54
12.Brighton Rock solo - 9:11
13.Now I'm Here - 7:05
14.Love Of My Life - 4:06
15.Is This The World We Created? - 2:58
16.(You're So Square) Baby I Don't Care - 1:35
17.Hello Mary Lou (Goodbye Heart) - 1:51
18.Tutti Frutti - 3:25
19.Gimme Some Lovin' - 0:56
20.Bohemian Rhapsody - 5:48
21.Hammer to Fall - 6:03
22.Crazy Little Thing Called Love - 5:32
23.Big Spender - 1:09
24.Radio Ga Ga - 6:03
25.We Will Rock You - 2:46
26.Friends Will Be Friends - 2:07
27.We Are the Champions - 4:02
28.God Save The Queen - 1:30

http://www.fileserve.com/file/W7Vdnjw/Queen - Live At Wembley 1986cd1.avi

http://www.fileserve.com/file/37AerMc/Queen - Live At Wembley 1986cd2.avi

martedì 28 giugno 2011

MUSHROOM : EARLY ONE MORNING



Magar said :
Un Album Irlandese, del 1973. Prog Folk, Celtic Rock di pregevole fattura.
Se non lo conoscete vi sorprenderà...


01. Early One Morning - 2:36
02. The Liothdón - 4:20
03. Crying - 3:52
04. Unborn Child - 3:43
05. Johnny The Jumper - 3:05
06. Potters Wheel - 2:20
07. Standing Alone - 5:39
08. Devil Among The Tailors - 2:43
09. Tenpenny Piece - 3:27
10. Drowsey Maggie - 3:56
11. King Of Alba - 4:18


- Aengus McNally - guitars, recorder, tin whistle, vocals
- Colm Lynch "Link" - percussion, bodhrán, wind and wood chimes, vocals
- Alan Brown - bass, 12-string guitar, vocals
- Michael Power - organ, harpsichord, Moog, vocals
- Pat Collins - violin, electric mandolin, vocals
+
- Martyn Ford - producer

http://www.fileserve.com/file/mcRCUTk/MUSHROOM - Early One Morning (1973).rar

FOX : SAN FRANCISCO SESSION



Magar said :
Un power trio, oscuro e sconosciuto da non confondere con l'omonima Band Inglese dell'era Psychedelica.
Questi sono Americani, e fanno un Hard Blues notevolmente Psychedelico.
Da notare il chitarrista, un certo "GARY PHIL" , che anni dopo sarebbe decisamente diventato più famoso come membro dei BOSTON .
Questo CD racoglie le session incise durante il periodo 1969 - 1970 .
Decisamente imperdibile


01. Susie S Kalator
02. Sun City
03. I Can't Take It
04. Keep on Livin This Way
05. I Was Alone
06. Geraldine


Gary Pihl – guitars,vocal
Johnny Vernazza - bass
Roy Garcia - drums


http://www.fileserve.com/file/3jzwatr/FOX - San Francisco Session.rar

IL COMPLEANNO


Magar said :
Sobrio ed elegante, con un gran bel cast...
Un signor Film


Il compleanno
Un film di Marco Filiberti. Con Alessandro Gassman, Maria de Medeiros, Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov.Piera Degli Esposti, Thyago Alves, Eleonora Mazzoni, Paolo Giovannucci, Maria Luisa De Crescenzo, Federica Sbrenna, Marianna De Rossi, Daniele De Angelis, Marco Roscini, Marco Casu
Commedia, durata 106 min. - .


Un gruppo di amici affitta una magnifica casa sulla spiaggia per passare insieme l'estate. L'arrivo improvviso di David, figlio di Shary e Diego, scatena una tensione crescente che sembra travolgere tutti e in particolare Matteo, un affermato psicanalista, sposato con Francesca. Leonard, l'enigmatico e solitario zio del ragazzo, sembra intuire le cause del disagio, nascoste sotto uno strato sempre più spesso di omertà e ipocrisia. La vacanza segnerà indelebilmente il destino dei personaggi e svelerà il senso delle loro esistenze.
(WIKIPEDIA)

http://www.fileserve.com/file/GNHpByc/Il.Compleanno.2009.cd1.avi


http://www.fileserve.com/file/mQQs5Sd/Il.Compleanno.2009.cd2.avi

PINK FLOYD : LIVE AT KQED STUDIOS


Magar said :
I Pink Floyd filmati in studio, nel 1970 !
Eccovi il DVD delle registrazioni effetuate negli studi KQED di San Francisco, filmati nella loro era migliore ed al meglio delle possibilità tecniche di allora. La trasmissione si intitolava " An Hour With Pink Floyd", ed è davvero sontuosa...


Atom Heart Mother,
Cymbaline,
Grantchester Meadows,
Green Is The Colour,
Careful With That Axe Eugene,
Set the Controls For the Heart of the Sun.


File name: Pink Floyd.avi
File size:700.01 MB

lunedì 27 giugno 2011

BUMP : BUMP




Magar said :
Un Album impensabile. Nrl senso che è raro, molto raro. Questo è il rip di una copia privata in vinile, quindi...fate un pò voi...
Sono Americani, del Michigan e hanno un Sound decisamente Prog, basato sulle sonorita dell'organo. Diciamo che stanno a metà strada tra i Nice e i Van Der Graaf Generator.
Validi, decisamente validi...


1) Sing into the Wind
2) State of Affairs
3) Daydream Song
4) Holly Thorndike
5) Got to get you Back
6) Spider's Eyes
7) Clean Myself
8) From My Slot
9) Lifelines, Decisions
10) Winston Built The Bridge
11) Sing Into The Wind (45 Version)


File name: BUMP - Bump (1970).rar
File size:93.98 MB

BIG LOST RAINBOW : BIG LOST RAINBOW




Magar said
Un Album che ho cercato per anni, ...mitizzato fino all'inverosimile. Quando ne ho trovata un copia quasi non ci credevo!
Splendido ! Un mix perfetto di Folk, Jazz e Musica Classica. Sembra una descrizione un pò pomposa, ma vi assicuro che se non lo conoscete vi stupirà...
Volendo fare paragoni, diciamo che ...è molto vicino alle cose migliori di C.S.N. & Y. , con armonie vocali e arpeggi decisamente belli...



1) Sail
2) I Go Alone
3) Lady Love
4) Brothers Of The Future
5) Ocean
6) Oh! Idaho
7) It's Over
8) Morning Sunshine
9) Lady Of Music
10) Slow Rider*
11) Particia Jane Moon*
12) Allegiance Of Apathy*

*Bonus Tracks


http://www.fileserve.com/file/kJPV2NM/BIG LOST RAINBOW - Big Lost Rainbow (1973).rar

domenica 26 giugno 2011

AMERICAN GRAFFITI




Magar said :
Ci sono pochi Film che hanno un impatto simile. I primi anni '60 attraverso gli occhi di un gruppo di adolescenti, che vivono una notte da ricordare. Un gruppo di giovani attori che poi...
...e un regista...


American Graffiti
Un film di George Lucas. Con Richard Dreyfuss, Ron Howard, Paul Le Mat, Charles Martin Smith, Cindy Williams. Candy Clark, Mackenzie Phillips, Wolfman Jack, Bo Hopkins, Manuel Padilla jr, Beau Gentry, Harrison Ford, Jim Bohan, Jana Bellan, Deby Celiz
Commedia, Ratings: Kids+16, durata 110 min. - USA 1973.

Film di culto generazionale a effetto nostalgia
Giancarlo Zappoli

Estate 1962. California. Una molteplicità di personaggi (tra cui emergono quattro caratteri) si incrocia nel corso di una notte alla ricerca di una felicità che sembra sempre sul punto di esser colta e che sfugge continuamente di mano. Dei quattro, alla fine, ci è dato di conoscere il futuro: uno morirà in un incidente stradale, uno diventerà scrittore, un altro sarà dato per disperso in Vietnam mentre il quarto farà l'assicuratore. Nel 1973 Hollywood scopre il bisogno di mostrare alla generazione della contestazione nei Campus l'immagine della gioventù dei fratelli maggiori. Lo fa con un film che sfugge alla retorica pur non rinunciando alla nostalgia. Questa emerge, in particolare, dalla colonna sonora selezionata da Walter Murch che ripercorre, con il pretesto di una radio locale su cui tutti si sintonizzano, gli ultimi anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta attraverso le top-hit più famose. Imitato a più riprese, il film di Lucas rimane inviolato e insuperato. Le storie dei protagonisti sono legate a un profondo senso di insicurezza proprio del trapasso dall'adolescenza all'età adulta, ma non manca la profonda consapevolezza del raggiungimento di un punto di non ritorno collettivo che modificherà dalle fondamenta la vita sociale. Si è scritto più volte, anche su testi autorevoli, che l'assassinio di Kennedy non si è limitato a mutare il contesto politico degli Usa, ma che ha scavato molto più in profondità nella coscienza collettiva. Il cinema, sensore privilegiato dei cambiamenti, ha registrato questi sconvolgimenti proponendone una sua lettura. I consigli di Lupo Solitario, la bionda sconosciuta che ti dice "I love you" di là dai vetri di un'auto, i Pharaons, con la loro tracotanza da banda ormai vicina all'estinzione, le corse notturne alla James Dean stanno per scomparire in una dissolvenza non incrociata. Lucas rilegge, in meno di due ore, una generazione con l'immediatezza negata a un saggio e con una penetrazione infinitamente più capillare. Film di culto dalle numerose nominations e (come spesso accade) da nessun Oscar, American Graffiti è, come recita il suo titolo opportunamente lasciato inalterato, una ricerca su incisioni che hanno scalfito la superficie di una società che non è però riuscita a cancellarle. È un "come eravamo" finalizzato alla comprensione del presente, costantemente in bilico sul filo di una memoria che si fa, a distanza di pochi anni, storia di un tempo apparentemente remoto con cui ci si deve confrontare.
(MyMovies)

http://www.fileserve.com/file/r4JETjj/[DivX - ITA] - American graffiti - USA - 1973 - (George Lucas).avi

THE GROUP : THE GROUP





Magar said :
Psychedelic Pop, un pò barocco se vogliamo, ma gradevole. Un Album del 1969, per questa Band vocale Americana, leggero e divertente. Un Album che oggi ci sognamo, a dimostrazione che in quegli anni.....


O1. A Famous Myth (Jeffrey Comanor) - 3:23
02. I Try To Think Of You When I Can (Millis) - 2:49
03. The Continental (Con Conrad, Herbert Magidson) - 3:22
04. Blustery Day (Millis) - 3:36
05. Goin' Back (Gerry Goffin, Carole King) - 3:56
06. Time Fire (Jeffrey Comanor) - 3:32
07. The Jet Song (When The Weekend's Over) (Chris Ducey) - 3:54
08. Nobody At All (Jeffrey Comanor) - 3:09
09. Haunted Places (Jeffrey Comanor) - 3:40
10. I Just Don't Know How To Say Goodbye (Salisbury, Stec) - 2:44
11. Wonder Why (Chris Ducey) - 2:59
12. Dianny, Help Me Now (Jeffrey Comanor) - 4:43
Bonuses:
13. Tears And Joys (Jeffrey Comanor) - 2:31
14. Don't Leave Me (Harry Nilsson) - 2:31

Personnel:
- Susan Musmanno - vocals
- Corlynn Hanney - vocals
- Brian Griffith - vocals
- Richard Caruso - vocals
- Toxey French - producer

http://www.fileserve.com/file/rsSJR4Q/THE GROUP - The Groop (1969).rar

LA BOTTEGA DELL'ARTE : DENTRO



Magar said :
Una signora Band, ...e un signore Album !

Il gruppo nasce nei primi anni settanta, quando i fratelli Piero Calabrese e Massimo Calabrese si uniscono a tre amici di infanzia (Fernando Ciucci, Romano Musumarra e Alberto Bartoli) per formare un complesso, sulla scia dei gruppi emergenti della musica leggera italiana, nati dopo gli exploit in classifica di band come i Pooh. Il loro stile rifletteva le tipiche tendenze musicali in voga negli anni settanta, ovvero: prevalenza di sapienti incroci di tastiere analogiche sulle chitarre, uso del flauto, melodie rarefatte, testi ispirati ad un romanticismo fiabesco. Si può dire che il loro genere fosse una sorta di "progressive rock", espresso in chiave melodica ed italiana.
Dopo il primo singolo pubblicato nel 1974 per una piccola etichetta romana, ottengono un contratto con la EMI Italiana, ed incidono il secondo 45 giri, che si rivela un successo da classifica, infatti Come due bambini arriva nei primi 5 posti della Hit-Parade e si conferma uno dei brani più interessanti e apprezzati del 1975. Nello stesso anno, la band pubblica anche il primo 33 giri, intitolato semplicemente La Bottega dell'Arte, apprezzato da pubblico e critica, dal quale però non vengono estratti altri singoli di successo.
Nel 1976 pubblicano il brano singolo Amore nei ricordi e partecipano al Festivalbar del 1976 arrivando secondi, il retro del 45, Mare Nostrum è un brano strumentale nel quale il gruppo dimostra di avere qualità compositive e strumentali che vanno ben oltre le semplici canzoni "easy" che servono solo a dare notorietà alle produzioni del gruppo.
Sulla scia dei fortunati esordi,nel 1977 il gruppo pubblica il singolo Che dolce lei che ottiene buoni livelli di vendita e spiana la strada al successivo LP, intitolato Dentro, considerato da molti come il lavoro più completo che la band sia riuscita a portare all'attenzione del pubblico.
Ne segue un singolo, Bella sarai, pubblicato nel 1978, che si rivela il prodotto commerciale che porta il gruppo all'apice della popolarità. Nel 1979 pubblicano un singolo ed un LP di, intitolati entrambi L'avventura, un cambio di stile repentino e, per un gruppo passato dalle tematiche e sonorità anni settanta ad un funky e rhythm and blues che rivela ancor di più la grande abilità strumentale dei 5 componenti.

Dentro è il titolo del secondo disco pubblicato dal gruppo musicale romano La Bottega dell'Arte, pubblicato nel 1977, a due anni di distanza dal fortunato album d'esordio, intitolato semplicemente La Bottega dell'Arte.
L'uscita del disco viene anticipata dal singolo Che dolce lei, che ottiene successo in termini di vendite, riuscendo a bissare le precedenti uscite su 45 giri del gruppo. Si tratta di un brano delicato, dalle tematiche molto intime e tanto care alla popolazione adolescenziale, l'amore è infatti uno dei temi più usati dalla band dei fratelli Calabrese per promuovere la propria musica d'autore. In questa ballata si parla della prima volta di questa "lei", di particolare effetto il ritornello che recita: "...Che dolce lei, coi suoi timori di sbagliare insieme a me, che non sapeva ancora amare e non parlò, piccola donna nei suoi sogni mi portò...".
Come Lato B, come nel caso della precedente "Amore nei ricordi", viene scelta una strumentale, in questo caso Pastelli. Le tematiche dell'album non si discostano molto dal singolo di lancio, l'amore viene sviscerato nelle sue più svariate forme, trovando sempre un sapiente intreccio fra le voci dei componenti e i tappeti di tastiere a rendere "pieno" il suono, contornato dai soli elettrici di chitarra di Romano Musumarra.
Tra gli episodi più riusciti del disco si ricordano la titletrack Dentro ed Il suo sguardo, la malinconia, la mia poesia.
Rispettando le tendenze progressive del disco precedente, il gruppo cerca sonorità particolari in Incontro, Musicante e Canzone del sole d'inverno dove si sentono influssi d'oltremanica sia nella struttura dei pezzi che negli originali arrangiamenti, contornati da strumenti particolari e dal sapiente utilizzo dei sintetizzatori.
I testi si fanno più maturi, lasciando meno spazio alle divagazioni fiabesche del disco precedente, mettendo in luce una certa vena malinconica della musica, creando quell'alone tipico delle band italiane degli anni settanta, divise tra il tentativo di catturare l'attenzione del pubblico giovane e nello stesso tempo di riuscire a farsi apprezzare anche da una fascia di pubblico più propensa alla musica di qualità.
I La Bottega dell'Arte rimangono loro malgrado a metà del ponte, essendo non totalmente "Pop" per poter allargare il bacino di possibile ascolto, ma nemmeno cosi marcatamente "diversi" da rientrare nella categoria di artisti del calibro della PFM.
Venature rock le possiamo trovare in A Renèè e L'ultima storia, dove s'incrociano interessanti sonorità psichedeliche, con un finale che sembra ispirato alla musica ambientale di Mike Oldfield.
In Quando una donna assistiamo ad un esperimento sonoro "all'avanguardia" per l'epoca, con effetti particolari sulla voce introduttiva del brano.
(WIKIPEDIA)

01. Dentro - 4:54
02. Il suo sguardo, la malinconia, la mia poesia - 4:43
03. Che dolce lei - 3:32
04. A Renée (Piero Calabrese, Massimo Calabrese, Romano Musumarra, Fernando Ciucci) - 3:52
05. Canzone del sole d'inverno - 3:12
06. Quando una donna (Piero Calabrese, Massimo Calabrese, Romano Musumarra, Fernando Ciucci) - 3:14
07. Incontro - 3:10
08. Musicante - 5:15
09. Questa sera è per noi - 3:49
10. L'ultima storia - 4:28


- Piero Calabrese - keyboards, vocals
- Massimo Calabrese - bass, acoustic guitar, vocals
- Romano Musumarra - guitars, flute, keyboards, vocals
- Fernando Ciucci - lead vocals, guitar
- Alberto Bartoli - drums, percussion, vocals
+
- Isabella Musumarra - harp (02,05,07)
- Tullia Laura Petrassi - female vocals (02)

http://www.fileserve.com/file/ETuvwRh/LA BOTTEGA DELL'ARTE - Dentro (1977).rar

FAIRPORT CONVENTION : FESTIVAL BELL





Magar said :
I Fairport Convention sono una Band decisamente longeva, e tra alti e bassi (in realtà quasi solo alti) eccoli arrivati ad un nuovo Album. E' il primo album di studio da Sense of Occasion del 2007, la formazione è quella dei 5 "baldi giovani" : Simon Nicol, membro fondatore, c'era già nel 1967, quindi sono 44 anni, Dave Pegg, Ric Sanders, Chris Leslie e Gerry Conway in ordine di ingresso nel gruppo.
Il titolo del disco fa riferimento alla campana della chiesa di St Mary's Church a Cropredy, la cittadina inglese dove ogni anno si svolge il loro mitico festival, sulla quale ad imperitura memoria è stato inciso appunto Fairport Convention - Festival Bell!
Questo Festival Bell, presenta 14 brani, un paio di Ralph McTell, uno di Richard Shindell, uno di Mark & Carolyn Evans (Red Shoes) e una cover di Rising For The Moon di Sandy Denny sempre presente nei loro (e nostri cuori). Gli altri sono tutti originali scritti da Ric Sanders e Chris Leslie tra cui una Ukulele Central che vede schierati ben 6 suonatori di ukulele compreso il maestro e ospite Joe Brown




1.Mercy Bay (Chris Leslie)
2.Rui's Guitar (Chris Leslie)
3.Danny Jack's Chase (Ric Sanders)
4.Reunion Hill (Richard Shindell)
5.Wouldn't Say No (Chris Leslie)
6.Around The Wild Cape Horn (Ralph McTell)
7.Celtic Moon (Mark and Carolyn Evans)
8.Ukulele Central (Chris Leslie/Ric Sanders)
9.Albert and Ted (Ric Sanders/Dave Pegg)
10.Darkside Wood (Chris While)
11.London Apprentice/Johnny Ginears (Ralph McTell/Ric Sanders)
12.Rising For The Moon (Sandy Denny)
13.Danny Jack's Reward (Ric Sanders)
14.The Festival Bell (Chris Leslie)


http://www.fileserve.com/file/6CXnPtU/FAIRPORT CONVENTION - Festival Bell (2011).rar

sabato 25 giugno 2011

QUINTESSENCE




Magar said :
Grande Band !!! E quindi grande post. In un colpo solo i primi tre strepitosi Album...
sono da leggenda..Eccovi un pò di storia,


Considerati tra i fondatori del cosiddetto "new age rock", i Quintessence in realtà sono un raffinatissimo ensemble di poderosi strumentisti innamorati della musica indiana e del rock progressivo, che fondono con estrema perizia ed efficacia in un sound mistico e onirico
E' un superficiale ma frequente luogo comune ritenere che l'amore per la cultura, la religione, le dottrine mistiche e la musica indiane sia solo un effimero capriccio dell'era psichedelica: i Quintessence, così come numerosi altri artisti (ci teniamo a citarne due importantissimi: John McLaughlin e la magica Third Ear Band), sono la dimostrazione dell'inconsistenza di tale ipotesi.
Provenienti da Notting Hill Gate, Londra, vollero consacrare la "nuova" musica prog ai dettami del loro spirito, raccogliendo numerosi consensi tra l'ancora viva comunità hippie e l'indifferenza più totale della critica specializzata.
Il loro sound nasceva dalla compenetrazione di tre elementi: da una parte la musica orientale, scelta determinata dalla loro adesione spirituale alla dottrina vedica, e il retaggio del rock psichedelico dei Sixties, e dall'altra un approccio decisamente "progressivo", che vedeva nel flauto di Raja Ram (al secolo Ron Rothfield) uno squillante e potente manifesto, non escludendo spruzzate di jazz-rock e il gusto della jam libera e improvvisata.
La loro musica forse non influenzò le generazioni future quanto quella di loro più illustri colleghi, ma aveva sicuramente l'aspetto di una miscela ammaliante, suggestiva, allo stesso tempo immanente e trascendente. Le possenti corde vocali di Shiva (al secolo Phil Jones) davano il tocco finale, facendo risuonare i sacri versi delle canzoni del gruppo come un magniloquente eco fra le solide montagne dell'essere. Il loro indo-prog (o raga-rock, come alcuni preferiscono), ricco di preziosismi e di sensuali fronzoli decorativi, fu visto a posteriori come una delle basi del cosiddetto "new age rock", ma i loro album sono ben più di insopportabili melensaggini pseudomusicali volte a chissà quale ozioso benessere: la loro è una professione di fede vivace, pulsante, incessante, solare, sincera.
Il loro primo album, In Blissful Company (1969), è un vero e proprio gioiello e sicuramente il loro capolavoro: un ingresso come "Giants" è imprescindibile, brano immerso in un'atmosfera ondeggiante e severa, solcata dal ritmo spezzato della batteria, mentre con tono aulico Shiva racconta leggende simboliche provenienti dalla tradizione orientale; "Manco Capac" è uno dei momenti più ispirati dell'intera produzione: un vibrante e incantevole (o incantatore?) flauto guida l'ascoltatore in una profonda riflessione sulla vita e sull'amore, su un pulsante e brioso sottofondo. "Body" è divisa tra una strofa vivace e un ritornello in climax, tutta costruita sui mirabili duetti tra il flauto di Raja Ram e Shiva; "Gungamai" è un altro dei loro classici, nonché un loro cavallo di battaglia live, un brano di grande immediatezza melodica, che sfocia in una breve jam psichedelica a cui partecipa una chitarra più liquida del solito.
Dal quinto brano è manifesta una delle caratteristiche che rimarranno fino alla fine (o quasi) nello stile della band: la recitazione del mantra, la parola di potenza che è alla base di varie correnti di base induista (assume un'importanza fondamentale nel tantrismo). Qui si intitola semplicemente "Chant", ed è noiosetto: meglio passare, da profani, alla traccia seguente, quella "Pearl And Bird" (ancora una volta il tema proviene dalla mitologia indiana) che profuma di primavera come la dolce aria d'aprile al mattino presto, graziata da una melodia delicata arricchita da un sempre ottimo lavoro di flauto. Segue "Notting Hill Gate", dedicata al loro quartiere, unico singolo di successo della band (il lato B era "Move Into The Light"), con una melodia discendente che trasforma un fraseggio bluesy in una scorribanda di sitar, flauto e voce, dai toni eterni e mutevoli al tempo stesso, per aprirsi in un intervallo jazzato e ritrovare poi la coerenza e la struttura originarie. L'ambiziosa e lunga "Midnight Mode" è il vero punto debole dell'album, sospesa fra preghiera e musica talmente lieve e rarefatta da poter dare l'impressione di essere inconsistente.
La dimensione più congeniale al gruppo è comunque sempre quella live: pressoché chiunque li abbia visti dal vivo ne è rimasto fortemente impressionato. I loro spettacoli si trasformavano spesso in veri e propri rituali collettivi, pieni di colori, suggestive e incessanti danze, all'insegna di una religiosità vissuta con un ottimismo e una positività tipici di una simile visione del mondo.
Per tentare di catturare questa forma dell'arte del gruppo viene approntato Quintessence (1970), un disco in parte live e in parte in studio, che si apre con la tonante "Jesus Buddha Moses Gauranga", che spreca una buona intuizione melodica in una struttura-canzone troppo restrittiva e tradizionale (forse un primo tentativo di smorzare i toni per raggiungere il grande pubblico). Si torna in carreggiata con la cantilenante ma godibilissima "Sea Of Immortality", che rappresenta il loro lato più propriamente folk (anche se il cantato è piuttosto trascinante e non esente da alzate di tiro); "High On Mount Kailash" nasce da un etereo tappeto di sitar, che si fa sempre più denso, finché non è squarciato da Shiva, per quello che si può considerare uno dei loro mantra più belli da ascoltare, che sfocia direttamente in "Burning Bush", frenetica jam registrata dal vivo, in cui è protagonista la camaleontica chitarra di Maha Dev (al secolo Dave Codling), che si scatena in pirotecniche evoluzioni che lo consacrano figlio illegittimo dell'acid-rock dei Sixties.
"Shiva's Chant" è un intermezzo piuttosto noioso, cui segue l'impenetrabile "Prisms", un nucleo compatto di fluttuanti acrobazie flautistiche, che sfocia nel fraseggio chitarristico di "Twilight Zone", decisamente più piacevole, che mescola i soliti ingredienti in maniera superba, aggiungendo un prepotente accordo di settima (su cui culmina il ritornello) che dà al tutto un feeling molto r&b. "Maha Mantra" è esattamente quello che dice il titolo, mentre la delicata malinconia di "Only Love" è una delle loro prime concessioni a un certo romanticismo da cartolina (che diventerà una delle convenzioni del genere nei decenni futuri). Un'altra jam chitarristica live, l'infuocata "St. Pancras", porta l'album fino alla sua naturale conclusione nell'ultimo mantra "Infinitum".
L'individualità dei singoli membri della band è molto più evidente in questo secondo album, e sono evidenti anche i limiti della loro formula: un disco che avrebbe dovuto portare il discorso abbozzato nell'esordio a un livello superiore rischia di cadere più di una volta nel fango dell'autoparodia, se non fosse che è salvato da alcuni momenti ancora pregni dell'antica magia.
L'inaridimento della vena artistica della band è, non sorprendentemente, contemporaneo all'affievolimento della tensione spirituale dei membri del gruppo: l'entusiasmo sta sfumando lentamente nella consapevolezza (errata o meno) di aver raggiunto e colto quelle solide basi dell'essenza su cui è tessuto come un lieve ordito il significato della vita. Dive Deep (1971) è l'ultimo capitolo della loro trilogia classica, e mostra già evidenti segni di stanchezza: la title track è una piacevolissima canzonetta folk-pop, ravvivata da un arrangiamento sempre impeccabile, ma non sempre questo basta per catturare l'attenzione dell'ascoltatore; il capolavoro qui è "Dance For The One", una minisuite (era l'ora!) in cui si mostra in fiore tutto il potenziale del gruppo: è il loro apice, la sostanza della loro poetica riassunta in quasi undici, meravigliosi minuti di ottima musica.
Il resto dell'album non può che apparire inferiore: dalla filastrocca "Brahman" (che mostra il loro principale difetto: l'indole missionaria e, di conseguenza, l'universalizzazione della dottrina del risveglio), alla più sentita "The Seer", che sfodera una melodia che avrebbe trovato posto nel loro esordio, alla tediosa "Epitaph For Tomorrow", fino al solito mantra, qui più temibile del solito:
"Sri Ram Chant".
(Citazione da OndaRock)


In Blissful Company (1969):
01. Giants (Stanley Barr/Raja Ram/Shiva) - 4:36
02. Manco Capac (Raja Ram/Bhava/Shiva) - 5:16
03. Body (Shiva/Bhava/Mostert/Milton) - 3:33
04. Gange Mai (Raja Ram/Bhava/Shiva) - 4:00
05. Chant (Shiva/arr.by John Barham) - 2:59
06. Pearl And Bird (Raja Ram/Bhava/Mostert) - 3:56
07. Notting Hill Gate (Raja Ram/Shiva) - 4:38
08. Midnight Mode (Raja Ram/Barham/Shiva/Mostert) - 9:10
Bonuses:
09. Notting Hill Gate (single A-side,1970) (Raja Ram/Shiva) - 2:28
10. Move Into The Light (single B-side,1970) (Quintessence) - 3:26

- Shiva Shankar Jones - vocals, keyboards
- Raja Ram (Ronald Rothfield) - flutes, bell, percussion, raspers
- Alan Mostert - lead guitar
- Maha Dev (Dave Codling) - rhythm guitar
- Shambhu Baba (Bhava) - bass
- Jake Milton - drums
+
- Mike - sitar
- Surya - tamboura
- John Barham - producer


http://www.fileserve.com/file/B74vRwf/QUINTESSENCE - In Blissful Company (1969).rar



Quintessence (1970):
All tracks written by Quintessence, lyrics by Stanley Barr (03,07).
01. Jesus, Buddha, Moses, Gauranga - 5:01
02. Sea Of Immortality - 5:19
03. High On Mt. Kailash (Excerpt From Opera) - 5:51
04. Burning Bush (Live) - 2:35
05. Shiva's Chant - 2:13
06. Prisms - 3:12
07. Twilight Zones - 5:18
08. Maha Mantra - 1:37
09. Only Love - 3:54
10. St. Pancras (Live) - 6:19
11. Infinitum - 1:41
Bonus:
12. Jesus, Buddha, Moses, Gauranga (live version) - 5:07

- Shiva Shankar Jones - vocals
- Raja Ram (Ronald Rothfield) - flute
- Alan Mostert - lead guitar
- Maha Dev (Dave Codling) - rhythm guitar
- Shambhu Baba (Bhava) - bass
- Jake Milton - drums
+
- John Barham - producer


http://www.fileserve.com/file/Zm8C22N/QUINTESSENCE - Quintessence (1970).rar


Dive Deep (1971)
01. Dive Deep (Quintessence) - 4:44
02. Dance For The One (Quintessence - lyrics by Stanley Barr) - 10:45
03. Brahman (Quintessence) - 4:16
04. The Seer (Quintessence) - 6:00
05. Epitaph For Tomorrow (Quintessence - lyrics by Stanley Barr) - 8:20
06. Sri Ram Chant (Swami Ambikananda) - 7:55


- Shiva Shankar Jones - vocals, keyboards, hand drums
- Raja Ram - concert, alto and electric flutes, chimes
- Alan Mostert - lead guitar, vina, bass (01), acoustic guitar (04)
- Shambhu Baba - bass guitar, jew's harp, acoustic guitar (01), narrator (01)
- Maha Dave - rhythm guitar
- Jake Milton - drums, percussion
+
- Vidya Bahen - vocals (06)
- Sita Devi Jee - tampoura, violin
- Musetta - tampoura
- Ned - tablas, shenai


http://www.fileserve.com/file/X6HPQ25/QUINTESSENCE - Dive Deep (1971).rar

BLACK SABBATH : THE STORY VOLUME 1 & 2




Magar said :
La storia dei Black Sabbath, una Band che ha caratterizzato i '70 in modo inequivocabile. In 2 DVD eccovi la loro carriera, tra eccessi e grandi brani...


The Black Sabbath Story - Volume 1 [1970-1978]

N.I.B: Filmed in Concert at the Olympia, Paris, France 20th December 1970.
PARANOID: Rare black & white footage, Belgium TV 1970.
WAR PIGS: Filmed in Concert at the Olympia, Paris, France 20th December 1970.
CHILDREN OF THE GRAVE: Ontario Speedway California Jan 6th April 1974.
SNOWBLIND: Filmed in Concert at the Hammersmith Odeon, London June 1978.
SABBATH BLOODY SABBATH: Unique colour footage from their Conceptual Video, 1973.
SYMPTOM OF THE UNIVERSE: Filmed in Concert at the Hammersmith Odeon, London, June 1978.
IT'S ALRIGHT: Rare promo video footage filmed in 1976 featuring Bill Ward on vocals.
ROCK AND ROLL DOCTOR: Rare promo video footage filmed in 1976.
NEVER SAY DIE: BBC TV Top of the Pops 1978.
HARD ROAD: Promo Video, filmed in soundtrack at the Hammersmith Odeon, London 1978.


The Black Sabbath Story - volume 2 [1978-1992]

DIE YOUNG: Promo Video, filmed at the Rainbow Theatre London 1980.
NEON KNIGHTS: Promo Video, filmed at the Rainbow Theatre, London 1980.
TRASHED: Promo Video, filmed at the Montreal Forum, Canada 1983.
ZERO THE HERO: Promo Video, filmed at the Montreal Forum, Canada 1983.
NO STRANGER TO LOVE: Promo Video, filmed in Los Angeles, USA 1986.
THE SHINING: Promo Video, filmed in London 1987
HEADLESS CROSS: Promo Video, filmed in Battle Abbey, England 1989.
FEELS GOOD TO ME: Promo Video, filmed in London & Los Angeles 1990.
TV CRIMES: Footage filmed at Rockfield Studios.


http://www.fileserve.com/file/4aHtWP2/Black Sabbath Story Vol. 1 [1970-1978].avi

http://www.fileserve.com/file/4Ard4WU/Black Sabbath Story Vol. 2 [1978-1992].avi

TUTTO L'AMORE CHE C'E'


Magar said :
Sergio Rubini è bravo, molto bravo. E questo è un signor Film ! Forse il moglior Film sugli anni '70 che sia mai stato girato. Ma non è solo quello, è che ogni cosa funziona perfettamente, attori, dialoghi, sceneggiatura...
E poi c'è, intatto, lo spirito di quegli anni, la voglia di "uscire" di scoprire e di scoprirsi, di sperimentare.....
...tutte cose che per quelli come me, valgono ancora oggi !


Tutto l'amore che c'è
Un film di Sergio Rubini. Con Sergio Rubini, Gérard Depardieu, Margherita Buy, Damiano Russo, Francesco Cannito. Marcello Introna, Michele Venitucci, Teresa Saponangelo, Vittoria Puccini
Commedia, durata 93 min. - Italia 2000.

Storia sentimentale di un gruppo di ragazzi che incontrano tre ragazze milanesi, figlie di un ingegnere, recatosi in Puglia per dirigere una fabbrica e dare lavoro alla gente del posto. Si intrecciano storie d'amore, tradimenti, soldi statali (rubati) e mancate promesse.
La vita del sud, con la sua mentalità, le "cattedrali nel deserto", le bravate da ragazzi che costano la vita ad una protagonista, la campagna, la festa patronale, il sogno d'attore dell'adolescente Carlo, (alter ego di Sergio Rubini), che va via di casa per raggiungere la sua meta ...
La storia ritrae un "pezzo" di vita meridionale, che in trenta anni sarebbe rimasta quasi inalterata.

È ambientato negli anni settanta in un paese immaginario, ricavato, con scene riprese in più Comuni della Terra di Bari.
Le location prescelte sono: Grumo Appula (paese di nascita del regista Sergio Rubini) ed i centri vicini: Palo del Colle, Toritto, Altamura e Giovinazzo. Tra gli attori il barese Michele Venitucci e Margherita Buy ed una giovanissima Vittoria Puccini alla sua prima esperienza da attrice.
(WIKIPEDIA)

http://www.fileserve.com/file/HVycFT5/Tutto l'amore che c'è - Sergio Rubini, Gérard Depardieu, Margherita Buy - 2000.avi

THE ANIMALS : A's, B's & EP's



Magar said :
Un CD immenso. Una raccolta fatta con amore, che merita di essere ascoltata con amore. Non serve dire altro, basta lasciare spazio alla musica.

01. Baby Let Me Take You Home
02. Gonna Send You Back To Walker
03. The House Of The Rising Sun
04. Talkin’ ‘Bout You
05. I’m Crying
06. Boom Boom
07. Around And Around
08. Dimples
09. I’ve Been Around
10. Don’t Let Me Be Misunderstood
11. Club-A-Go-Go
12. Bring It On Home To Me
13. For Miss Caulker
14. I’m In Love Again
15. Bury My Body
16. I’m Mad Again
17. She Said Yeah
18. We’ve Gotta Get Out Of This Place
19. It’s My Life
20. I’m Going To Change The World
21. How You’ve Changed
22. I Believe To My Soul
23. Let The Good Times Roll
24. Worried Life Blues

http://www.fileserve.com/file/Nfuztra/THE ANIMALS - A's B's & EP's (2003).rar

SCAPPO DALLA CITTA'- LA VITA, L'AMORE E LE VACCHE


Magar said :
Una signora Commedia, di quelle che riescono di tanto in tanto. Garbata ed intelligente, a tratti davvero irresistibile. Uno strepitoso Jack Palance, al servizio di una parte davvero ad hoc, un bravissimo Billy Cristal, ed un insieme di comprimari davvero notevole.
Si ride, di gusto e con eleganza. Non è cosa da poco gente...



Poster Scappo dalla città (La vita, l'amore e le vacche)
Un film di Ron Underwood. Con Daniel Stern, Jack Palance, Bruno Kirby, Billy Crystal, Jake Gyllenhaal. Jeffrey Tambor, David Paymer, Patricia Wettig, Helen Slater, Noble Willingham, Phill Lewis, Danielle Harris, Josh Mostel, Tracey Walter, Robert Costanzo, Kyle Secor, Yeardley Smith, Walker Brandt, Bill Henderson, Jayne Meadows, Karla Tamburrelli, Dean Hallo, Howard Honig, Molly McClure, Jane Alden, Lindsay Crystal, Eddie Palmer, Fred Maio, Alan Charof
Titolo originale City Slickers. Commedia, durata 112 min. - USA 1991.


Tre amici sempre alla ricerca di vacanze "alternative" e sull'orlo di una crisi realizzativa che non riescono a superare, decidono, dopo un'ennesima negativa esperienza in Spagna, di andare nel west per scortare una mandria di mucche come dei veri cowboy.

Mitch Robbins (Billy Crystal): lavora in una stazione radiofonica vendendo spazi pubblicitari. Stanco del suo lavoro, della sua vita monotona e in preda ad una deprimente crisi di mezz'età si farà convincere da Ed a intraprendere questa folle avventura.
Phil Berquist (Daniel Stern); è il migliore amico di Mitch; stufo della moglie opprimente e delle prepotenze del suocero, che per altro è il suo datore di lavoro, troverà svago in una relazione sessuale clandestina con una cassiera del supermarket dove lavora. La donna si presenterà a casa di Mitch il giorno del suo compleanno rivelando a Phil di essere rimasta incinta (anche se poi si scoprirà che era solo un ritardo) non curandosi della presenza della moglie dell'uomo.
Ed Furillo (Bruno Kirby): fidanzato con una bellissima modella, è lo spericolato e spensierato del gruppo. Sarà sua l'idea di recarsi nel west a guidare la mandria di vacche.
Jack Palance per la sua interpretazione da non protagonista ha vinto sia il Premio Oscar che il Golden Globe, mentre Billy Crystal è stato candidato al Golden Globe per il miglior attore in un film commedia o musicale e ha vinto l'MTV Movie Award alla miglior performance comica.
Nel 2000 l'American Film Institute l'ha inserito all'86° posto della classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi.
(WIKIPEDIA)

http://www.fileserve.com/file/ZZk67r8/[DivX - ITA] - Scappo Dalla Città - La Vita, l'Amore e le Vacche.avi

THE MARSHALL TUCKER BAND : LIVE FROM THE GARDEN STATE


Magar said :
Un Concerto davvero splendido ! Esaltante direi, che vede la Band esibirsi nel suo repertorio classico e superbo. Anno 1981, per questo che è uno dei più rari e leggendari MTV Concert della storia, con il gruppo nella sua line up originale, dove spicca purtroppo l'assenza di Tommy Caldwell, prematuramente scomparso l'anno precedente. Resta comunque un concerto immenso...


01. Take The Highway
02. Heard It In A Love Song
03. Tell The Blues To Take Off The Night
04. It Takes Time
05. Special Someone
06. Rumors Are Raging
07. Bob Away My Blues
08. Fire On The Mountain
09. Something’s Missing In My Life
10. The Time Has Come
11. Ramblin’
12. Can’t You See
13. This Ol’ Cowboy
14. Searchin’ For A Rainbow
15. Blue Ridge Mountain Sky


http://www.fileserve.com/file/EwPk9Kw/The Marshall Tucker Band - Live From The Garden State 1981.avi

SANDY DENNY : THE COLLECTION



Magar said :
"The Collection: Chronological Covers & Concert Classics" , ecco il titolo complrto di questo grande CD che ci presenta Sandy nelle sue molteplici forme. Dai Fotheringay, alle covers, una carriera esaltante per una delle voci più significative di sempre.

1. Two Weeks Last Summer - Sandy Denny & Fotheringay
2. Banks Of The Nile - Sandy Denny & Fotheringay
3. Gypsy Davey - Sandy Denny & Fotheringay
4. Down In The Flood
5. Let's Jump The Broomstick
6. Blackwaterside
7. Tomorrow Is A Long Time
8. Quiet Joys Of Brotherhood
9. Whispering Grass
10. Until The Real Thing Comes Along
11. I Wish I Was A Fool For You
12. Candle In The Wind
13. Silver Threads And Golden Needles
14. Solo (live at the Royalty Theatre)
15. John The Gun (live at the Royalty Theatre)
16. Who Knows Where The Time Goes (live at the Royalty Theatre)

http://www.fileserve.com/file/bHmqrWs/Sandy.rar

venerdì 24 giugno 2011

RAVEN : BACK TO OHIO BLUES




Magar said :
Un Album tosto, di quelli da suonare ad alto volume. Hard Blues con decise venature Psychedeliche per questa Band Americana che pubblica questo grande disco nel 1975. E' un Album raro, molto raro, intenso duro e sporco, che vi farà saltare sulla sedia....
WOW...


File name: Raven.rar
File size:81.59 MB

LED ZEPPELIN : HAVEN'T WE MET SOMEWHERE BEFORE





Magar said :
Uno spettacolare concerto dei Led Zeppelin, del 17 marzo 1975 a Seattle.. Un bootleg a lungo mitizzato, che oggi diventa una pubblicazione ufficiale. Tre CD che testimoniano lo stato di grazia della Band in quel periodo, con canzoni dilatate a dismisura, ed un Sound perfetto e potente.
Una pietra miliare...


Disc 1
01 – Rock and Roll
02 – Sick Again
03 – Over the Hills and Far Away
04 – In My Time Of Dying
05 – The Song Remains The Same
06 – The Rain Song
07 – Kashmir

Disc 2
08 – No Quarter
09 – Trampled Underfoot
10 – Moby Dick

Disc 3
11 – Dazed and Confused
12 – Stairway to Heaven
13 – Whole Lotta Love
14 – Black Dog

File name: LED ZEPPELIN - Haven't We Met Somewhere Before (2011).rar
File size:416.77 MB

mercoledì 22 giugno 2011

JIMMI PAGE & ROBERT PLANT : NO QUARTER UNLEDDED


Magar said :
Lo splendido DVD che documenta la reunion dei due big, che alternano brani celebri dei Led Zeppelin, a qualche nuova canzone. Il tutto con l'accompagnamento della London Metropolitan Orchestra.

No Quarter
Thank You
What is And What Should Never Be
The Battle of Evermore
Gallows Pole
Nobody's Fault But Mine
City Don't Cry
The Truth Explodes
Wah Wah
When the Levee Breaks
Wonderful One
Since I've Been Loving You
The Rain Song
That's The Way
Four Sticks
Friends

No Quarter
Thank You
What is And What Should Never Be
The Battle of Evermore
Gallows Pole
Nobody's Fault But Mine
City Don't Cry
The Truth Explodes
Wah Wah
When the Levee Breaks
Wonderful One
Since I've Been Loving You
The Rain Song
That's The Way
Four Sticks
Friends

http://www.fileserve.com/file/F4ZP36A/No.Quarter.Page.And.Plant.Unledded.2004.avi

LA LEGGE DEL CRIMINE


Magar said :

...grande Jean Reno, non delude mai

La legge del crimine
Un film di Laurent Tuel. Con Jean Reno, Gaspard Ulliel, Sami Bouajila, Alberto Gimignani, Vahina Giocante. Isaac Sharry, Franco Trevisi, Julian Negulesco, Mirza Halilovic, Eric Challier, Albert Goldberg, Vladimir Milivojevic, Nicolas Bridet, Tony Gaultier, JeanPaul Zehnacker
Titolo originale Le premier cercle. Teatro, durata 95 min. - Francia


Tipico noir francese con velleità di tragedia, è la storia di Milo Malakian, spietato boss della malavita, e del suo amore esclusivo per il figlio Anton, destinato a succedergli, che ne condivide i metodi violenti. Impietoso anche come padre, Milo affida a un sicario l'uccisione di una ragazza di cui il figlio è innamorato (lo vuole “guarire”), scatenandone l'odio. Il titolo originale allude al clan familiare. La sua origine etnica è inedita nel cinema di questo genere: i Malakian sono armeni. Nel prologo, infatti, il regista/sceneggiatore (con L. Turner e S. Montaïrou) ricorre a filmetti di repertorio sul genocidio perpetrato (e ufficialmente sempre negato) dai turchi sugli armeni alla fine dell'800. Finale di forte suggestione, quasi onirica. S'impone per sinistra sobrietà l'interpretazione di Reno. Distribuisce Medusa che l'ha anche prodotto.
(MyMovies)

File name: La.Legge.Del.Crimine.2009.iTALiAN.BDRip.XviD-TRL.CD1.avi
File size:700.52 MB



File name: La.Legge.Del.Crimine.2009.iTALiAN.BDRip.XviD-TRL.CD2.avi
File size:701.61 MB

martedì 21 giugno 2011

JOE ELY : SATISFIED AT LAST




Magar said :
Ogni tanto uno strappo alle regole ci vuole. Anzi, direi che è proprio necessario...
E quindi, eccovi il nuovissimo Album di Joe Ely.
Dopo un disco che, seppur bello, non era all'altezza, il grande songwriter Texano (di Amarillo) torna con un grande Album.
Sono certo che gli amici di questo Blog conoscano questo artista, ....per cui non aggiungo altro, solo un consiglio. Procuratevi subito "Letter to Laredo" e "Love & Danger" . Due capolavori assoluti.
Certo che anche quest'ultimo...



01 - The Highway Is My Road
02 - Not That Much Has Changed
03 - Satisfied At Last
04 - Mockingbird Hill
05 - You Can Bet I'm Gone
06 - Leo & Leona
07 - Live Forever
08 - Roll Again
09 - I'm A Man Now
10 - Circumstance

http://www.fileserve.com/file/qR7NeAR/Joe Ely - Satisfied At Last.rar

ROY BUCHANAN : LIVE IN JAPAN



Magar said :
Uno splendido Album, che stranamente, all'epoca, era il 1978, venne pubblicato solo in Giappone. Poi, dopo la scomparsa del chitarrista vennero le riedizioni e tutto il resto....ma questo è l'Album originale, che suona meravigliosamente bene. Sopratutto ai giorni nostri...

01. Soul Dressing
02. Sweet Honey Dew
03. Hey Joe
04. Slow Down 0
5. Lonely Days Lonely Nights
06. Blues Otani
07. My Baby Says She's Gonna Leave Me
08. Sweet Dreams

Roy Buchanan play Guitar
with :
John Harrison (bass),
Malcolm Lukens (keyboards),
Byrd Foster (drums/vocals).

http://www.fileserve.com/file/NAmgkQY

ELTON JOHN & BILLY JOEL : FACE TO FACE-LIVE AT TOKIO DOME 1998


Magar said :

Spettacolare DVD Concerto dei 2 Big, che si fronteggiano, si scambiano canzoni, si divertono e fanno divertire....
Unico ed emozionante


01.Your Song
Elton John Billy Joel

01.Don't Let The Sun Go Down On Me
Billy Joel
02.Angry Young Man
Billy Joel
03.The Stranger
Billy Joel
04.Just The Way You Are
Billy Joel
05.Allentown
Billy Joel
06.I Go To Extremes
Billy Joel
07.I Go To Extremes
Billy Joel
08.My Life
Billy Joel
09.The River Of Dreams
Billy Joel
10.Candle In The Wind
Billy Joel
11.It's Still Rock And Roll To Me
Billy Joel
12.Big Shot
Billy Joel

01.The Bitch Is Back
Elton John Billy Joel
02.You May Be Right
Elton John Billy Joel
03.Piano Man
Elton John Billy Joel

http://www.fileserve.com/file/J68gEeZ/Elton John & Billy Joel - Face To Face - Live In Tokyo Dome 1998.mpg

THE SMALL FACES : THE BBC SESSION



Magar said :
Anche per questo storico gruppo vengono pubblicate le BBC Session. Le incisioni coprono il periodo che va dal 1965 al 1968, e sono di ottima fattura.
Un'ottima opportunità per riscoprire un gruppo decisamente meno noto, ma validissimo e con un Sound ancora attualissimo.


01. Watcha Gonna Do About It (Saturday Club 23-8-65) (Steve Marriott, Ronnie Lane, Ian Samwell) - 2:14
02. Jump Back (Saturday Club 23-8-65) (Rufus Thomas) - 1:38
03. Baby Don't You Do It (Saturday Club 23-8-65) (Lamont Dozier, Brian Holland, Eddie Holland) - 2:25
04. Shake (Saturday Club 14-3-66) (Sam Cooke) - 3:11
05. Sha La La La Lee (Saturday Club 14-3-66) (Kenny Lynch, Mort Shuman) - 2:47
06. You Need Loving (Saturday Club 14-3-66) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 2:33
07. Hey Girl (Saturday Club 3-5-66) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 2:05
08. E Too D (Saturday Club 3-5-66) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 4:10
09. One Night Stand (Saturday Club 3-5-66) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 1:53
10. You'd Better Believe It (Saturday Club 30-8-66) (Kenny Lynch, Jerry Ragovoy) - 2:21
11. Understanding (Saturday Club 30-8-66) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 2:31
12. All Or Nothing (Saturday Club 30-8-66) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 3:00
13. If I Were A Carpenter (Top Gear 9-4-68) (Tim Hardin) - 2:28
14. Lazy Sunday (Top Gear 9-4-68) (Steve Marriott, Ronnie Lane) - 3:16
15. Every Little Bit Hurts (Top Gear 9-4-68) (Ed Cobb, Brenda Holloway, Mick Jones, Joe Strummer) - 3:57
16. Rare Interview With Steve Marriott (Part 1) - 0:42
17. Rare Interview With Steve Marriott (Part 2) - 0:57
18. Rare Interview With Steve Marriott (Part 3) - 1:22
19. Rare Interview With Steve Marriott (Part 4) - 0:56
20. Rare Interview With Kenney Jones - 1:14


- Steve Marriott - guitar, vocals
- Ronnie Lane - bass, vocals
- Jimmy Winston - keyboards (1965)
- Ian McLagan - keyboards (1966-1969), vocals
- Kenney Jones - drums


http://www.fileserve.com/file/rwFVwKf/THE SMALL FACES - The BBC Sessions.rar

AMERICAN GRAFFITI : ORIGINAL SOUNDTRACK



Magar said :
Una Colonna Sonora memorabile, per un Film memorabile,


Disc One:
01. (We're Gonna) Rock Around The Clock (Bill Haley And The Comets) (Jimmy DeKnight - Max C.Freedman) - 2:08
02. Sixteen Candles (The Crests) (Luther Dixon - Allyson R.Khent) - 2:48
03. Runaway (Del Shannon) (Shannon - Crook) - 2:16
04. Why Do Fools Fall In Love (Frankie Lymon & The Teenagers) (F.Lymon - M.Levy) - 2:17
05. That'll Be The Day (Buddy Holly) (J.Allison - N.Petty - B.Holly) - 2:15
06. Fanny Mae (Buster Brown) (Clarence L.Lewis - Morris Levy - W.Glasco) - 2:55
07. At The Hop (Flash Cadillac & The Continental Kids) (Singer - Medora - White) - 2:25
08. She's So Fine (Flash Cadillac & The Continental Kids) (K.Moe - L.Phillips) - 2:20
09. The Stroll (The Diamonds) (Otis - Lee) - 2:26
10. See You In September (The Tempos) (Edwards - Wayne) - 2:07
11. Surfin' Safari (The Beach Boys) (Brian Wilson - Mike Love) - 2:04
12. He's The Great Imposter (The Fleetwoods) (DeShannon - Sheeley) - 2:10
13. Almost Grown (Chuck Berry) (Chuck Berry) - 2:19
14. Smoke Gets In Your Eyes (The Platters) (Kern - Harbach) - 2:36
15. Little Darlin' (The Diamonds) (M.Williams) - 2:07
16. Peppermint Twist (Joey Dee & The Starlighters) (Joey Henry - Dee Glover) - 2:01
17. Barbara Ann (The Regents) (Fred Fassert) - 2:11
18. Book Of Love (The Monotones) (Davis - Patrick - Malone) - 2:17
19. Maybe Baby (Buddy Holly) (Norman Petty - Buddy Holly) - 2:00
20. Ya Ya (Lee Dorsey) (C.Lewis - M.Levy) - 2:24
21. The Great Pretender (The Platters) (Buck Ram) - 2:37

Disc Two:
01. Ain't That A Shame (Fats Domino) (Domino - Bartholomew) - 2:24
02. Johnny B. Goode (Chuck Berry) (Chuck Berry) - 2:38
03. I Only Have Eyes For You (The Flamingos) (Warren - Dubin) - 3:20
04. Get A Job (The Silhouettes) (The Silhouettes) - 2:45
05. To The Aisle (The Five Satins) (Stuart Wiener - Billy Smith) - 2:42
06. Do You Wanna Dance (Bobby Freeman) (B.Freeman) - 2:32
07. Party Doll (Buddy Knox) (Bowen - Knox) - 2:11
08. Come Go With Me (The Del-Vikings) (C.E.Quick) - 2:39
09. You're Sixteen - You're Beautiful (And You're Mine) (Johnny Burnette) (Bob Sherman - Dick Sherman) - 1:55
10. Love Potion No.9 (The Clovers) (J.Leiber - M.Stoller) - 1:50
11. Since I Don't Have You (The Skyliners) (Rock - Skyliners) - 2:35
12. Chantilly Lace (The Big Bopper) (J.P.Richardson) - 2:19
13. Teen Angel (Mark Dinning) (Jean Surry) - 2:39
14. Crying In The Chapel (Sonny Till & The Orioles) (Artie Glenn) - 3:01
15. A Thousand Miles Away (The Heartbeats) (Sheppard - Miller) - 2:24
16. Heart And Soul (The Cleftones) (Carmichael - Loesser) - 1:50
17. Green Onions (Booker T. & The M.G.'s) (Jones - Cropper - Jackson - Steinberg) - 2:26
18. Only You (And You Alone) (The Platters) (Buck Ram - A.Rand) - 2:38
19. Goodnight, Well It's Time To Go (The Spaniels) (Hudson - Carter) - 2:42
20. All Summer Long (The Beach Boys) (Brian Wilson) - 2:06


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File size: 221.93 MB

domenica 19 giugno 2011

BRUCIA RAGAZZO BRUCIA


Magar said :
Un Film di Fernando Di Leo che all'epoca, era il 1969, fece molto scalpore. Anche se oggi può apparire forse un pò ingenuo, resta un'opera innovativa ed importante del bravo regista Italiano. A tutt'oggi aspettiamo ancora qualcuno che abbia la sua forza narrativa e la sua capacità...

Brucia ragazzo, brucia
Un film di Fernando Di Leo. Con Françoise Prévost, Monica Strebel, Gianni Macchia, Michel Bardinet. Anna Pagano, Leonora Ruffo, Ettore Geri
Drammatico, durata 91 min. - Italia 1969.

La signora borghese Clara è sola al mare in fine di stagione, in questa occasione si fa sedurre da un esperto bagnino, studente un po' hippy, e prova per la prima volta in vita sua un orgasmo.
La donna si confessa col marito, e gli domanda perché con lui non era mai successo. L'uomo si arrabbia e comincia a trattarla come una donna di facili costumi e minaccia di toglierle la loro figlia.
Disperata, si uccide, mentre lui, che potrebbe salvarla, decide di non intervenire.


File name: Fernando Di Leo 1969 - Brucia ragazzo, brucia+[www.angelmule.com].avi
File size: 699.79 MB

LE ORME : LA VIA DELLA SETA





Magar said :
SPLENDIDO !!!
Per meglio raccontarvelo, eccovi una bella recensione tratta da "Metallized"


"la verità: dopo la fuoriuscita dal gruppo di Aldo Tagliapietra, in pochi avrebbero scommesso su un ritorno da parte de Le Orme. Rimasto in formazione il solo Michi Dei Rossi a rappresentare il nucleo storico che aveva regalato alla storia del Progressive italiano perle quali Collage, Felona e Sorona e numerose altre, chi si sarebbe occupato di comporre in assenza di Tagliapietra? Ebbene, molti tendono a dimenticare che Michele Bon fa ormai parte in pianta stabile della line up di questo gruppo fin dal 1990 -da parecchio tempo quindi- ed è quindi proprio sul suo lavoro di composizione, unitamente a quello di Dei Rossi ed ai testi del noto paroliere Maurizio Monti, autore anche di Pazza Idea (ma, come evidenziato dal nostro Fabio Hmitl nella sua recente intervista/live report a Dei Rossi alcune parti sono frutto di lavoro di gruppo), che si fonda La Via Della Seta, il disco del ritorno. Risolte a proprio favore le dispute legali circa la proprietà del monicker, Dei Rossi e Bon hanno aggiunto alla formazione un bassista fisso che risponde al nome di Fabio Trentini, noto anche come produttore in terra tedesca di Nina Hagen, Subway To Sally e Guano Apes, indi si sono circondati di elementi i quali, pur non venendo indicati sul Cd come facenti parte in pianta stabile della band, sono in tour con Le Orme da un po' di tempo. I nomi di questi tre elementi sono: William Dotto alla chitarra (direttore del Modern Music Institute ed uno dei più eminenti esponenti dell'uso del chordal tapping), Federico Gava (prodotto del Conservatorio di Venezia e già attivo nel giro progressive), e soprattutto il grande Jimmy Spitaleri alla voce, storico cantante dei Metamorfosi; a mio avviso una delle realtà più rappresentative degli anni 70."


01) – L'alba di Eurasia
02) – Il Romanzo di Alessandro
03) – Verso Sud
04) – Mondi che si Cercano
05) – Verso Sud (ripresa)
06) – Una Donna
07) – 29457, l'Asteroide di Marco Polo
08) - Serinde
09) – Incontro dei Popoli
10) – La Prima Melodia
11) – Xi'an – Venezia – Roma
12) – La Via della seta

Michi Dei Rossi : batteria, percussioni
Michele Bon : organo Hammond, synth, tastiere e cori
Fabio Trentini : basso, chitarra acustica e cori
con
Jimmy Spitaleri : voce
William Dotto : chitarra elettrica e acustica
Federico Gava : piano, synth, tastiere

Arrangiato da: Michi Dei Rossi e Michele Bon
Prodotto da: Le Orme
Produzione esecutiva: Enrico Vesco

File name: LE ORME - La Via Della Seta (2011).rar
File size: 100.25 MB