Maledetti vi amerò
Un film di Marco Tullio Giordana. Con Flavio Bucci, Micaela Pignatelli, Anna Miserocchi, Alfredo Pea, Biagio Pelligra, Agnes De Nobecourt, David Riondino, Pasquale Zito Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 84' min. - Italia 1980. - VM 14
Riccardo detto "Svitol", protagonista attivo dei moti del '68, torna in patria dopo cinque anni in Venezuela. Giunto in Italia, si ritrova spaesato di fronte agli enormi cambiamenti a cui il paese è stato soggetto. Paradossalmente trova come unico appiglio ad un passato riconoscibile un commissario di polizia.
(vincitore del Pardo d'Oro al Festival di Locarno)
Barabbovich said :
Dopo cinque anni di assenza passati in Sudamerica, Svitol (Bucci) torna a Milano. Nel frattempo sono stati uccisi Pasolini e Moro e molte cose sono cambiate. "Era bello quando i nemici li potevi riconoscere": è questa la frase che condensa il senso di smarrimento del protogonista, la sua incapacità di conciliarsi con una sinistra che sta ripensando se stessa, proiettata com'è verso il riflusso. Con Maledetti vi amerò, l'appena 28enne Giordana - autore della sceneggiatura con Vincenzo Caretti - esordisce alla regia guardando alla generazione del post-'68 e anticipando il revisionismo dei decenni successivi. Un immenso Flavio Bucci veste i panni di un comunista disorientato dal crollo ideologico con una recitazione straniata, a ciglio asciutto e "con lampi di sarcasmo" (Morandini). I temi del riflusso, del revisionismo, del terrorismo (uno dei cavalli di battaglia di tutto il cinema del regista milanese) e delle ideologie vengono compendiati in quel monologo da antologia nel quale Svitol si arrovella solipsisticamente sulla distinzione tra destra e sinistra. Massimo alloro al festival di Locarno.
MALEDETTI VI AMERO'



9 commenti:
Ciao Magar. Hai notato chi ha rippato il film originale? ;-))
Un saluto
Speravo tu lo notassi !!!
Si, ovviamente ho notato.
E ti ringrazio per questo. E' una perla nascosta per la quale tutti dovrebbero ringraziarti.
Io ho la copia in VHS (ormai consunta), e sono stato molto felice di trovarla.
A questo proposito mi piacerebbe che tu proponessi altre cose, magari facendoci una recensione. Una specie di collaborazione per riportare alla luce altre cose un pò nascoste.
Se sei d'accordo contattami via mail, sarebbe fantastico aprire una sezione a tuo nome.
Ciao, e ancora grazie.
Intanto che ne dici di questa:
Dopo cinque anni di assenza passati in Sudamerica, Svitol (Bucci) torna a Milano. Nel frattempo sono stati uccisi Pasolini e Moro e molte cose sono cambiate. "Era bello quando i nemici li potevi riconoscere": è questa la frase che condensa il senso di smarrimento del protogonista, la sua incapacità di conciliarsi con una sinistra che sta ripensando se stessa, proiettata com'è verso il riflusso. Con Maledetti vi amerò, l'appena 28enne Giordana - autore della sceneggiatura con Vincenzo Caretti - esordisce alla regia guardando alla generazione del post-'68 e anticipando il revisionismo dei decenni successivi. Un immenso Flavio Bucci veste i panni di un comunista disorientato dal crollo ideologico con una recitazione straniata, a ciglio asciutto e "con lampi di sarcasmo" (Morandini). I temi del riflusso, del revisionismo, del terrorismo (uno dei cavalli di battaglia di tutto il cinema del regista milanese) e delle ideologie vengono compendiati in quel monologo da antologia nel quale Svitol si arrovella solipsisticamente sulla distinzione tra destra e sinistra. Massimo alloro al festival di Locarno.
Direi che è perfetta.
Riporto il tutto sul Post.
Ti aspetto con altre cose...
Era bello quando i nemici li potevi riconoscere ... ed è così ormai. Carlo Cafiero oggi sarebbe disorientato. Come tutti noi. Un sincero grazie a Barabbovich e a Magar57
grazie a te ale55
Il file è stato rimosso...ti sarei enormemente grato se lo potessi caricare di nuovo. Lo vidi in tv nell'89 e da allora non mi è più capitato di vederlo o trovare in vendita il vhs. Grazie!
OK, nel week end lo riposto
ciao Gianmaria
Grazie mille! Vidi il film perchè all'epoca seguivo le cose che faceva Riondino e fu una sorpresa trovarci dentro "Ci Ho Un Rapporto", dal suo primo album. Inevitabilmente quella visione a tarda sera si lega al ricordo di mio padre che venne a mancare proprio in quei giorni.
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