giovedì 31 maggio 2012

IL CAVALIERE ELETTRICO

Magar said :

Il cavaliere elettrico
Un film di Sydney Pollack. Con Robert Redford, Jane Fonda, Valerie Perrine, John Saxon Titolo originale The Electric Horseman. Drammatico, durata 120' min. - USA 1979.  




Sonny Steele è un cowboy che, dopo anni di rodeo su cavalli e tori, dopo cadute varie e molte ossa rotte, ha vinto ben cinque volte il titolo di campione del mondo della specialità. Come tale, divenuto beniamino del pubblico, è stato "comperato" dalla AMPCO, una ditta di cereali che, pagandolo profumatamente, lo esibisce in carnevalate dove il bovaro deve reclamizzare il "Ranch Breakfast". Ma Sonny, nonostante la bella villa a Malibu Beach e la distratta assistenza degli amici Wendell e Leroy, si sente sempre più spaesato e arriva agli spettacoli in ritardo, pressoché sbronzo. Un giorno, a Las Vegas, viene incaricato di cavalcare Rising Star, uno splendido campione da 12 milioni di dollari. L'esperto cowboy scopre subito che lo stallone è stato imbottito di tranquillanti il cui effetto può essere anche di renderlo per sempre sterile. Sonny, allora, ruba Rising Star e fugge dalla città in direzione delle praterie più remote ove lui stesso ha passato la sua libera fanciullezza. Hellie Martin, una presentatrice televisiva famosa e testarda, si mette alle costole di Sonny; si innamora di lui, delle sue idee e del cavallo. Il terzetto elude i blocchi stradali della polizia, gli elicotteri e le affannose ricerche degli uomini della AMPCO. Nel frattempo il pubblico si schiera dalla parte del fuggitivi ma, incoerenze della pubblicità, raddoppia il consumo del cereale che sullo scatolone porta l'immagine di Sonny Steele. Quando al cavallo è stata data la libertà nelle praterie dello Utah, vengono ritirate le denunce; Hellie racconta l'avventura davanti alle telecamere e il cow-boy si allontana in direzione delle regioni non ancora contaminate dal consumismo.
Sydney Pollack aveva già diretto Robert Redford 4 volte in precedenza, in Questa ragazza è di tutti (1966), Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), Come eravamo (1973) e I tre giorni del condor (1975), mentre aveva diretto Jane Fonda in Non si uccidono così anche i cavalli? (1969). I due attori avevano lavorato insieme in due precedenti occasioni, in La caccia (1966) di Arthur Penn e A piedi nudi nel parco (1967) di Gene Saks.
Nel cast è presente anche il cantante country Willie Nelson, al suo esordio nel cinema.



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mercoledì 30 maggio 2012

UPLOADED

Magar said :
Un amico della Scighera, mi ha contattato dicendo che non riesce ad usare Uploaded in versione Free. Per quello che ne so io, (ho fatto varie prove con vari Pc) la cosa funziona, ma vorrei sapere da tutti voi come vanno le cose.
Un quadro esatto della situazione sarebbe davvero utile, per continuare a condividere con voi tutto ciò che ho.
Fatemi sapere, mi aspetto che rispondiate numerosi

OSIBISA : OSIBISA

Magar said :

Gli osibisa sono un gruppo di origine Ghanese, che si forma a Londra nel 1969, e che in realtà è una sorta di meltin pot di razze. Il chitarrista Wendell Richardson proviene da Antigua, il bassista  Spartacus da Grenada, il tastierista da Trinidad ed il sassofonista dalla Nigeria.
Il risultato è un entusiasmante connubbio tra Jazz, Rhythm & Blues, percussioni africane, Rock, Pop, Musica Latina...
Un signor Album, che merita, se già non lo conoscete, la vostra attenzione.




1. Dawn
2. Music for Gong Gong
3. Oyiko Bia
4. Akwaaba
5. Oranges
6. Phallus C.
7. Think About the People


OSIBISA



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Pensiero Positivo 100%

martedì 29 maggio 2012

ROXY MUSIC

Magar said :
Formatisi a Londra, nel 1971 i Roxy Music emergono come uno dei gruppi più singolari della scena rock britannica, con uno stile sperimentale e coraggioso. Frettolosamente messi nello stesso calderone con la scena glam di artisti quali David Bowie, T-Rex e Mott the Hoople, i Roxy Music mostrano una sensibilità diversa già con il loro omonimo album di debutto (1972) che sulla scia del singolo Virginia Plain li porta nella Top 5 britannica. In seguito al secondo - e più acclamato - LP For Your Pleasure (1973), Brian Eno lascia i Roxy Music, sostituito da Eddie Jobson (ex membro dei Curved Air, futuro membro fondatore del gruppo UK e collaboratore di Frank Zappa e Jethro Tull tra gli altri), che porterà nel gruppo l'innovazione del violino. Sotto la guida sempre più esperta di Bryan Ferry (che nel frattempo porta avanti anche una carriera solista di successo), il gruppo svilupperà un suono sempre meno istintivo ma più elegante e delicato. La metamorfosi è graduale ma costante, con gli album Stranded (1973) e  Country Life (1974).





 Roxy Music
Re-make/re-model - 5:12
Ladytron - 4:20
If there is something - 6:30
Virginia plain - 2:58
2 H.B. - 4:27
The bob (medley) - 5:45
Chance meeting - 2:55
Would you believe ? - 4:54
Sea breezes - 7:02
Bitters end - 2:06


Bryan Ferry - voce e pianoforte
Graham Simpson - basso
Andy Mackay - oboe e sassofono
Brian Eno - sintetizzatore
Paul Thompson - batteria
Phil Manzanera - chitarra




For Your Pleasure
Do The Strand (Bryan Ferry) - 4:03
Beauty Queen (Bryan Ferry) - 4:41
Strictly Confidential (Bryan Ferry) - 3:48
Editions Of You (Bryan Ferry) - 3:51
In Every Dream Home a Heartache (Bryan Ferry) - 5:29
The Bogus Man (Bryan Ferry) - 9:20
Grey Lagoons (Bryan Ferry) - 4:13
For Your Pleasure (Bryan Ferry) - 6:51


Bryan Ferry – voce, pianoforte, pianet, armonica, mellotron
Brian Eno – sintetizzatore, seconda voce
Andy Mackay – oboe, sassofono, organo elettronico
Phil Manzanera – chitarra elettrica
John Porter – basso
Paul Thompson – batteria





Stranded
Street Life - 3:29
Just Like You - 4:41
Amazona (Ferry, Phil Manzanera) – 4:16
Psalm - 8:04
Serenade - 2:59
A Song for Europe (Ferry, Andy Mackay) – 5:46
Mother of Pearl (Bryan Ferry) - 6:52
Sunset (Bryan Ferry) - 6:04


Bryan Ferry - voce, pianoforte, pianoforte elettrico
John Gustafson - basso
Eddie Jobson - sintetizzatore, tastiere, violino elettrico
Andy Mackay - oboe, sassofono
Phil Manzanera - chitarra
Paul Thompson - batteria, timpani
Chris Laurence - string bass in Sunset
The London Welsh Male Choir - coro on Psalm
Nicolas de Ville - design copertina
Karl Stoeker - fotografia



Country Life
 The Thrill of It All - 6:22
Three and nine (Ferry, Mackay) - 4:01
All I want is you (Ferry) – 2:52
Out of the blue (Ferry, Manzanera) – 4:45
If it takes all night - 3:09
Bitter sweet (Ferry, Mackay) – 4:49
Triptych - 3:09
Casanova – 3:23
A really good time – 3:43
Prairie rose (Ferry, Manzanera) – 5:07


Bryan Ferry - voce, pianoforte, pianoforte elettrico
John Gustafson - basso
Eddie Jobson - sintetizzatore, tastiere, violino elettrico
Andy Mackay - oboe, sassofono
Phil Manzanera - chitarra
Paul Thompson - batteria
Nicolas de Ville - design copertina
Eric Bonan - fotografia


ROXY MUSIC

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lunedì 28 maggio 2012

DAVID BOWIE : LIVE IN CLEVELAND

Magar said :
Uno storico concerto di David, in quel di Cleveland, del 1976.
Performance di classe, e Sound all'altezza. Una preziosa testimonianza di un grande della musica.








Public Auditorium
Cleveland
28th February 1976


Disc One
01 Intro - Un Chien Andalou
02 Station To Station
03 Suffragette City
04 Fame
05 Word On A Wing
06 Stay
07 Waiting For The Man
08 Queen Bitch
09 TVC 15
10 Life On Mars?
11 Five Years


Disc Two
01 TVC 15
02 Panic In Detroit
03 Changes
04 TVC 15
05 Diamond Dogs
06 Rebel Rebel
07 The Jean Genie


DAVID CLEVELAND CONCERT






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DIONNE WARWICK : MAKE WAY FOR DIONNE WARWICK

Magar said :
Il terzo album di Dionne Warwick,  prodotto da Burt Bacharach e Hal David, uscito nel 1964.
Forse il primo vero successo di Dionne, di sicuro un grande disco.






1."A House Is Not a Home"   3:00
2."People" (Jule Styne, Bob Merrill) 3:22
3."They Long to Be Close to You"   2:23
4."The Last One to Be Loved"   3:20
5."Land of Make Believe"   3:03
6."Reach Out for Me"   2:52
7."You'll Never Get to Heaven"   3:10
8."Walk On By"   2:58
9."Wishin' and Hopin'"   2:55
10."I Smiled Yesterday"   2:43
11."Get Rid of Him" (Helen Miller, Howard Greenfield) 2:34
12."Make the Night a Little Longer" (Gerry Goffin, Carole King) 


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domenica 27 maggio 2012

THE FOGGY BASEMENT

Magar said :
Era da tempo che volevo farlo...
Volevo affiancare alla Scighera e al suo celebre Pub un locale particolare. Un posto tranquillo, dove ascoltare in santa pace del buon Jazz.
Per cui, eccolo !
Si chiama "The Foggy Basement" , e ci troverete solo Jazz. Grande Jazz. Dai nomi più eclatanti a quelli meno noti. Dagli Album storici a quelli sconosciuti ai più.
Provate a farci un salto ....

THE FOGGY BASEMENT


...e fatelo conoscere.

LAMB : A SIGN OF CHANGE

Magar said :
L'Album di debutto dei Lamb.
Una Band Americana il cui Sound spazia tra Jazz e FolkRock. 
Un Album storico, nato in quel del Fillmore di San Francisco e patrocinato da quel vecchio marpione di Bill Graham.





01. Traveler's Observation (Bob Swanson/Barbara Mauritz) - 5:05
02. Adventures Of The Incredible Mr. Sandman (Barbara Mauritz) - 2:35
03. In Dreams (Bob Swanson/Barbara Mauritz) - 5:35
04. Barbara's Soul II (Bob Swanson/Bill Douglass/Barbara Mauritz) - 5:10
05. The Odyssey Of Ehram Spickor (Bob Swanson/Barbara Mauritz) - 3:11
06. Preacher's Holiday (Bob Swanson/Barbara Mauritz) - 7:54
07. Where I'm Bound (Barbara Mauritz) - 6:57




- Barbara Mauritz - Vocals, Guitar, Tambourine.
- Bob Swanson - Guitar.
- Bill Douglass - Double Bass.
- Walter Papaport - shepherd
- Diva Goodfriend-Koven - Flute.
- Robert Hubbard - English-Horn.
- Douglas Blumenstock - Cello.
- Ed Bogas - Viola. 
 

LAMB

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Acceleratore di risultati

THE BYRDS : PREFLYTE (REMASTERED & EXPANDED NEW VERSION)

Magar said :
Si è gia detto tutto sui Byrds, per cui inutile perdere tempo a glorificare questa Band. 
Perdiamo invece un pò di tempo per presentare questa pubblicazione, che vede tutto il materiale pre Columbia  riunito in un doppio CD, e con l'aggiunta di ulteriori 20 minuti inediti.
alle radici della Band e, della nostra musica.





DISC 1:
01. The Reason Why (Version 2)
02. You Won't Have To Cry (Electric)
03. She Has A Way (Version 4)
04. You Showed Me (Eectric)
05. Here Without You (Version 2)
06. Don't Be Long
07. I Knew I'd Want You (Electric)
08. Boston (Version 2)
09. Tomorrow Is A Long Ways Away (Electric)
10. For Me Again (Version 2)
11. It's No Use (Version 2)
12. You Movin' (Version 3)
13. Please Let Me Love You
14. The Airport Song
15. Mr. Tambourine Man (Electric)
16. She Has A Way (Version 3)
17. I Knew I'd Want You (Electric Version 1)
18. Boston (Inst)
19. You Showed Me (Inst)
20. The Times They Are A Changin' (Inst)




DISC 2:
01. The Only Girl I Adore
02. Tomorrow Is A Long Ways Away (Acoustic)
03. You Showed Me (Acoustic)
04. I Knew I'd Want You (Acoustic)
05. You Won't Have To Cry (Acoustic)
06. Mr. Tambourine Man (Acoustic)
07. Willie Jean (David Crosby)
08. Come Back Baby (David Crosby)
09. Jack Of Diamonds (David Crosby)
10. Get Together (David Crosby)
11. She Has A Way (Version 1)
12. Here Without You (Version 1)
13. For Me Again (Version 1)
14. It's No Use (Version 1)
15. You Movin' (Version 1)
16. Boston (Version 1)
17. She Has A Way (Version 2)
18. You Movin' (Version 2)
19. The Reason Why (Version 1)
20. It's No Use (Version 3)
21. Tomorrow Is A Long Ways Away (Columbia Demo)
22. You Won't Have To Cry (Columbia Demo)
23. You Showed Me (Columbia Demo)
24. I Knew I'd Want You (Acoustic) (Columbia Demo)
25. Mr. Tambourine Man (Columbia Demo)
26. She's The Kind Of Girl (Columbia Demo) (Gene Clark)
27. I'm Just A Young Man (Columbia Demo) (David Crosby)
28. Everybody's Been Burned (Columbia Demo) (David Crosby)




PREFLYTE

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sabato 26 maggio 2012

MELODY GARDOT

Magar said :
La Brava e bella Melody Gardot torna a pubblicare un Album.
Ed ovviamente viene a presentarlo al nostro Pub preferito...


MELODY AL PUB

THE BUNCH : ROCK ON

Magar said :
L'unico Album pubblicato da questa All Star Band.
Uscito nel 1971 è in pratica una rivisitazione, splendida per altro, delle canzoni preferite dai membri della Band.
Se per caso non lo conoscete....(e sarebbe grave, molto grave) , basta scorrere l'elenco dei brani e, sopratutto, i componenti della Band, per capire di cosa stiamo parlando.
Fate un pò voi....







01. Crazy Arms
02. That'll Be The Day
03. Don't Be Cruel
04. The Loco-Motion
05. My Girl In The Month Of May
06. Love's Made A Fool Of You
07. Willie & The Hand Jive
08. Jambalaya (On The Bayou)
09. When Will I Be Loved
10. Nadine
11. Sweet Little Rock'n'Roller
12. Learning The Game
13. Let There Be Drums
14. Twenty Flight Rock
15. High School Confidential
16. La Bamba 


Gerry Conway : drums and percussion
Tony Cox : piano
Sandy Denny : vocals
Pat Donaldson : bass
Ashley Hutchings : vocals
Trevor Lucas : vocals, 12str guitar
Dave Mattacks : drums and percussion
Linda Thompson : vocals
Richard Thompson : vocals, guitars
Ian Whiteman : piano
The Dundee Horns : brass


THE BUNCH


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SADE : DIAMOND LIFE

Magar said :
Il bellissimo, e tutt'ora insuperato, debutto della sensuale Sade. Anno 1984 (una delle pochissime cose che salvo di quel decennio).
La versione di  Why can't we live together , del grande Timmy Thomas. è semplicemente grandiosa.





Smooth Operator (Adu/e St. John) - 4:16
Your love is king (Adu/Matthewman) - 3:57
Hang on to your love (Adu/Matthewman) - 5:58
Frankie's first affair (Adu/Matthewman) - 4:33
When am I going to make a living (Adu/Matthewman) - 3:25
Cherry pie (Adu/Matthewman) - 6:16
Sally (Adu/Matthewman) - 5:19
I will be your friend (Adu/Matthewman) - 4:39
Why can't we live together (Timmy Thomas) - 5:27


Sade Adu - voce
Stuart Matthewman - sassofono e chitarra
Andrew Hale - tastiere
Paul S. Denman - basso elettrico 

DIAMOND



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giovedì 24 maggio 2012

BRUCE COCKBURN: BRUCE COCKBURN

Magar said :
Il debutto di Bruce Cockburn, avvenuto nell'ormai lontano 1970, che contiene già lo stile Folk influenzato da Jazz, R.& R., e altro ancora, e i tipici testi che spesso riguardano la religione cristiana.
Bruce è un grande Artista, e questo Album lo dimostra in pieno.






"Going to the Country" - 3:10
"Thoughts on a Rainy Afternoon" - 3:42
"Together Alone" - 2:42
"Bicycle Trip" - 4:05
"13th Mountain" - 4:45
"Musical Friends" - 2:54
"Change Your Mind" - 2:19
"Man of a Thousand Faces" - 5:40
"Spring Song" - 4:19
"Keep It Open" - 1:40 


BRUCE COCKBURN


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Nel Fossato

JOHN MAYALL :THE TURNING POINT

Magar said :

All'apice della gloria, John Mayall abdicò dal trono di «re del british blues» e sciolse il suo complesso storico, Bluesbreakers. Avvenne nell'estate 1969, con questo grande disco dal titolo emblematico: The Turning Point, «la svolta» Mayall aveva predicato per anni un blues elettrico e moderno, rifacendosi ai classici di Chicago ma anche alla generazione più giovane, quella degli Albert King e Buddy Guy. Era bravo, ed era anche un ottimo talent scout. Se i Bluesbreakers si erano imposti in breve come grande gruppo di riferimento («l'Università del blues britannico», secondo la leggenda), ciò si doveva alle prodezze del leader, come autore e interprete, ma anche al talento dei suoi discepoli: mani abili e svelte come Eric Clapton, Peter Green, Mick Taylor, Keef Hartley, John McVie, fiati caldi come Dick Heckstall-Smith. Mayall era un vulcano di idee, un tipo da due dischi e 100 concerti l'anno, e a un certo punto sentì stretta anche la prestigiosa corona di sovrano blues. Così dopo Crusade , l'album più bello ed emblematico del suo periodo classico (una Crociata per il nuovo blues, come voleva il titolo), si impegnò a uscire da quel territorio, provando nuove vie di musica. Incise Blues From Laurel Canyon , cercando una più elastica formula di canzone e suggestioni dalla nuova scena americana; e registrò quel misconosciuto capolavoro di Bare Wires immaginando invece un raffinato jazz blues da camera, una sua idea di quello che ancora non si chiamava ma già era «rock progressivo». Era sul bordo di tante idee nuove quando ricevette una telefonata decisiva da parte di Mick Jagger. Brian Jones se n'era andato, gli Stones erano alla ricerca di un nuovo chitarrista e il capobanda chiedeva al rettore dell'Università quale fra i suoi allievi potesse andare bene. Mayall non ebbe dubbi: era Mick Taylor l'uomo giusto. Così, un giorno della tarda primavera 1969, nacquero i nuovi Stones e morirono i Bluesbreakers. Una fine terapeutica. Mayall l'aveva voluta, sentiva che quel distacco, per quanto doloroso, poteva far crescere una nuova musica. Oltretutto stava cambiando etichetta, dalla Decca alla Polydor. Un mutamento radicale sembrava nell'ordine delle cose. La «svolta» avvenne in poche settimane. Il leader tenne con sé il bassista Steve Thompson, recuperò il vecchio amico Johnny Almond (un saxofonista che aveva già suonato qualche volta con i Bluesbreakers) e ingaggiò lo sconosciuto chitarrista acustico Jon Mark. Nessun batterista, e nessuno strumento elettrico. Mayall si ispirava a un musicista estraneo alla tradizione rock e blues, il clarinettista Jimmy Giuffre. Aveva ascoltato un suo album (la colonna sonora del film Jazz On A Summer's Diary ) ed era rimasto colpito dall'eleganza di quei suoni e dall'energia che scaturiva da una formazione per quanto priva del motore batteristico. Volle adattare quell'idea e inventò una sorta di «soft blues» dalle placide onde ma tutt'altro che fiacco: un «unplugged» delicato e vivissimo, sostenuto dal preciso drive di Thompson, con i finissimi ricami di Mark e le incursioni del sax e dell'armonica. La band debuttò al Marquee di Londra il 30 giugno e venne registrata, in audio e video, per un «rockumentario» del regista Peter Gibson. Non se ne fece nulla, il materiale finì negli archivi dove sarebbe stato ripescato solo trent'anni dopo ( Live At The Marquee 1969 , Eagle Records). Il battesimo ufficiale avvenne due settimane più tardi, il 12 luglio 1969, sulla prestigiosa pedana del Fillmore East con l'altrettanto nobile presenza di Eddie Kramer, il tecnico del suono di Hendrix e degli Zeppelin, alla console. Mayall e i suoi furono semplicemente perfetti, smentendo in pochi minuti gli scettici con una serie favolosa di brani nuovi; era un blues intenso ma trasfigurato, una sorta di sottile distillazione nel mondo degli spiriti. Il pubblico apprezzò The Laws Must Change e So Hard To Share , si commosse all'omaggio di I'm Gonna Fight For You J.B. (il secondo brano che Mayall dedicava al suo maestro J.B.Lenoir), si esaltò per la lunga cavalcata di California , il brano più carismatico e good vibrations; e si divertì un mondo con il gran finale di Room To Move , una scatenata festa di armonica e blues dance. Energia ed eleganza: John Mayall aveva vinto la sua scommessa. Il disco originale durava 47 minuti e stava in perfetto equilibrio. Qui ci sono tre brani in più e si supera l'ora totale ma non è che i bonus migliorino la situazione, anzi; sono brani un po' deboli e compiaciuti, forse non vennero scartati solo perché non entravano nella cornice del vinile. Di bello, di bellissimo questa nuova edizione ha il remastering, con una pulizia sonora incantevole. Mayall non lo si è mai ascoltato così; ed è di buon auspicio per la serie di ristampe in programma nel 2002 che toccheranno, pare, i suoi più classici album del periodo Decca. 
(from Delrock.it)




John Mayall - Turning Point, 1969 (Blues-Rock)
1. The Laws Must Change 7:20
2. Saw Mill Gulch Road 4:38
3. I'm Gonna Fight for You J.B. 5:27
4. So Hard to Share 7:01
5. California 9:28
6. Thoughts About Roxanne 7:59
7. Room to Move 5:22
8. Sleeping By Her Side 5:10
9. Don't Waste My Time 4:54
10. Can't Sleep This Night 6:19


John Mayall - Guitar, Harmonica, Vocals
John Almond - Flute, Sax (Alto), Sax (Tenor)
Jon Mark - Guitar (Acoustic)
Steve Thompson - Bass





 THE TURNING POINT


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martedì 22 maggio 2012

ZINGALE : PEACE

Magar said :

Sono una Band Israeliana, che pubbica questo Album, che sarà il solo della loro breve carriera, nel 1975. 
Progressive Music che a volte tende alla Fusion (quella dei '70...) , per un'opera legata a quel periodo, con chiari riferimenti alla guerra dello Yom Kippur del 1973. Guerra alla quale alcuni membri della Band parteciparono, con perdite tra gli amici.
Un Album bello e storicizzato, di difficile reperibilità, presentato tra le altre cose con l'aggiunta di numerose Bonus Tracks.




1. Heroica 4:19
2. Help This Lonely World 3:51
3. Carnival 5:59
4. Love Song 6:11
5. 7 Flowers Street 2:54
6. One Minute Prayer 0:47
7. Lonely Violin Crying For Peace 3:12
8. Stampede 5:35
9. Soon The War Is Over 7:53
10. Why I Didn't Win The Lottery 4:28
11. Everything Will Be OK 3:20
12. Genesis 4:37
13. Good To Be Together 4:39
14. Party Inside 2:55
15. Green Scooter On The Way To Asia 6:18


David Bachar - vocals, harmonica
Yonathan (Johnny) Stern - vocals, 12-string guitar
Efrayim Barak - guitars
Tony Brower - violin, mandolin
David (Doody) Rosenthal - synthesizer, percussion & effects 
Ady Weiss - keyboards
Ehud (Udy) Tamir - bass
David Shanan - drums 

 

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